Intervista a Luigi Genovese, il più giovane deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana: i primi passi, tra divergenze in FI e concretizzazione degli impegni

0
1034

Salve Onorevole, innanzitutto le rinnovo gli auguri per essere stato eletto nelle file di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana. Complimenti per il risultato ottenuto, con oltre 17000 preferenze è stato uno dei candidati più votati.

Grazie infinite per i complimenti, naturalmente il ‘tu’ è d’obbligo, quindi possiamo tranquillamente darci del tu e rompere ogni formalità.

 Il numero d’italiani che vanno via per cercare di farsi una vita all’estero continua a crescere ogni anno verso livelli mai visti. A partire sono soprattutto giovani nel pieno dell’attività lavorativa. A livello nazionale sono presenti dei bandi come ‘Selfemployment’ e ‘Resto al Sud’, è possibile promuovere una migliore informatizzazione? 

Immagino di si, immagino che sia anche il primo passaggio dovuto per far in modo che si possa essere davvero coscienti di quelle che sono le offerte che fornisce la nostra Regione, ma non solo, da questo punto di vista io ritengo sia fondamentale riuscire a promuovere tutti quelli che sono i metodi comunicativi per far conoscere le risorse che il nostro Paese ha a disposizione. È necessario puntare molte fiches sulla comunicazione di quelle che oggi sono risorse imprescindibili per Paesi che, come l’Italia, sono reduci da una recessione economica che ha messo in ginocchio i livelli occupazionali. Non basta realizzare misure, serve semplificarne l’accesso attraverso strumenti che possano essere innovativi, di rottura con il passato e risorse umane che fungano da sostegno per la collettività. Ti faccio un esempio di quella che è un po’ la mia esperienza personale : tempo fa ho lanciato sulla mia pagina ufficiale un post per informare i miei followers sulle opportunità offerte da ‘Resto al Sud’. In questa occasione sono riuscito a capire quanto di fatto le persone non siano a conoscenza di quelle che sono tutte le possibilità che noi abbiamo, soprattutto in questo campo. Ritengo che la cosa più importante sia proprio questa, riuscire a promuovere la comunicazione. Nei giorni successivi sono stato contattato da decine di persone, per le quali ho messo a disposizione le competenze, ovviamente a titolo gratuito, di alcuni ragazzi che frequentano il Lab,  i co-working che ho lanciato lo scorso anno. L’idea è quella di mettere insieme più competenze in modo tale da costruire qualcosa insieme. Io sono convinto che la politica sia un servizio, e questo, ovviamente su larga scala, è ciò che dovrebbe fare per favorire concretamente gli iter che sfociano nell’ottenimento di un finanziamento. È importante riuscire a metterci tutti in comunità,  purtroppo è quello che la politica ha perso negli ultimi tempi.

L’interazione con enti preposti allo sviluppo economico-imprenditoriale è fondamentale affinchè i neoimprenditori possano essere accompagnati nei processi di crescita, in qualche modo ciò può essere incentivato?

Tutte le entità preposte a favorire condizioni di sviluppo dovrebbero essere incentivate. Penso sia un obbligo che sta in capo alla politica, dal quale non si può più sottrarre. È fondamentale sostenere queste attività, una rimodulazione della spesa pubblica volta a spronare la creazione di nuove competenze è un passaggio obbligato.

Nella tua campagna elettorale hai espresso il desiderio di istituire un organo di rappresentanza giovanile nei vari comuni, come intendi muoverti al fine di realizzare questo punto del tuo programma?

Sul Ddl istitutivo dei consigli comunali dei giovani ci abbiamo lavorato parecchio e soprattutto in queste ultime settimane. L’iniziativa legislativa è pronta per essere depositata nelle prossime settimane, per poi far partire tutto quello che è l’iter fisiologico, a cominciare dal passaggio nella commissione competente, Affari Istituzionali, in cui ricopro il ruolo di vicepresidente. Sono convinto che ci sarà ascolto da tutti i parlamentari, anche perché è fondamentale riuscire a potenziare le conoscenze dei giovani nel mondo della politica. Un segnale importante che va verso la creazione di uno strumento in grado di conciliare l’energia dei giovani e la necessità di rinnovamento della classe dirigente.

 

Forza Italia, il partito di cui fai parte, all’ARS presenta una spaccatura. In un tuo post su Facebook hai chiarito la linea che intendi seguire, hai parlato di innovazione e concretezza. Prima di entrare a far parte di questo partito avevi la stessa idea o solo dopo hai potuto capire che ‘ il dialogo è assente e le idee differenti’?I

Innanzitutto io credo che vivere un’esperienza è un qualcosa di molto diverso dall’immaginarla. Naturalmente si deve partire da un preambolo, io provengo da una tradizione politica familiare che è parecchio importante e protratta negli anni. Sono sempre stato a contatto con le criticità fisiologiche che emergono all’interno di un contesto politico e di un partito. Il toccare con mano, in prima persona, questa condizione, mi ha permesso di comprendere più da vicino quelle dinamiche che possono intaccare l’unità di un gruppo. In questi primi mesi Forza Italia all’Ars è stata schiacciata dalle divergenze. Questo non è esattamente un male, perché il confronto, anche quando è molto acceso, può rivelarsi costruttivo in ottica futura. Mi rendo conto che oggi non ci siano più i margini affinché questo clima possa ancora essere alimentato. Sono convinto che tramite il dialogo noi riusciremo a ricucire ogni strappo: chi la pensa diversamente, credo non abbia lungimiranza politica. Oggi è importante dialogare, ma soprattutto trovare insieme quelle che sono delle soluzioni tangibili per tutti.

Perché secondo te gli elettori in Sicilia hanno voluto far sentire la voglia di cambiamento alle Elezioni Politiche e non alle Elezioni Regionali?

Le recenti consultazioni Politiche hanno palesato un diffuso malessere che serpeggia da anni nel nostro Paese e in particolare, come sai bene,  nella nostra regione, dove gli indici macro e microeconomici hanno subito una contrazione senza precedenti. Credo anche che da questo punto di vista non ci hanno supportato per far vedere l’affermazione, anche del nostro partito, né la legge elettorale né il marketing politico di cui evidentemente il M5S e la Lega hanno usufruito parecchio ai fini di questa campagna elettorale, soprattutto tramite i social network. Ritengo che questa situazione abbia raggiunto adesso la sua massima espressione, ed in tal senso mi aspetto che, entro il prossimo decennio, buona parte dell’opinione pubblica italiana sentirà la necessità di un ritorno alla moderazione, un sentimento che dovrà essere incarnato da movimenti politici seri, concreti e autorevoli. Posso sintetizzare il tutto attraverso una frase che dicevo spesso in campagna elettorale: la mala politica ha generato l’antipolitica; l’antipolitica genererà la politica dell’autorevolezza e della competenza.

 Nel Movimento Cinque Stelle pare siano presenti dei conflitti interni, delle idee differenti, ciò si evince dalle diverse opinioni sugli stessi temi. Questo però non balza molto agli occhi di tutti i cittadini, in quanto non viene chiarito dagli stessi esponenti. Non pensi che questa crisi in Forza Italia possa avvicinare ancor di più l’elettorato al Movimento?

Beh, io credo che il Movimento 5 Stelle sta semplicemente cavalcando lo spirito del tempo. Oggi purtroppo il politico è una figura osteggiata, i benefit di cui ha goduto per decenni sono diventati un boomerang che è tornato dirompente sulle ali dell’odio sociale diffuso. Comprendo perfettamente il momento storico che stiamo attraversando, ed in tal senso non mi sento di condannare chi chiede un cambiamento radicale e lo fa dirottando il proprio consenso su un movimento politico che ha avuto la capacità di intercettare il malessere del nostro Paese. Non so se il M5S continuerà a crescere. Tutto dipenderà essenzialmente da un passaggio chiave: la responsabilità di governo. Se dovesse essere concessa a Di Maio, probabilmente saremo di fronte all’inizio di quel processo storico cui accennavo prima, cioè un netto ridimensionamento del cosiddetto populismo. Gli italiani inizieranno a rendersi conto della differenza sostanziale che esiste tra la contestazione a tutto spiano e il governare un Paese con un debito pubblico di oltre 2300 miliardi; un Paese che deve rispondere a delle logiche sovranazionali; un Paese che può uscire dal pantano solo dopo essersi guardato allo specchio, prendendo atto della situazione in cui versa. Oggi le favole non servono a nessuno dobbiamo cercare di parlare con fatti e tentare di risolvere le problematiche impellenti.

Al momento non sarebbe consono cercare di trovare un equilibrio tra le diverse parti createsi affinchè non solo Forza Italia ,ma tutto il centrodestra possa dare e fare il massimo per noi Siciliani?

L’ho già accennato in precedenza: considero il risultato delle ultime Politiche una grande opportunità da cogliere, mi piace leggere allo stesso modo quanto accaduto nei mesi scorsi nel gruppo forzista all’Ars. Se un problema non emerge, rimarrai sempre convinto di essere in una posizione di forza. Quando emerge il tuo punto di debolezza, ne prendi atto parti da lì e fai di tutto per voltare pagina. Io penso che quel momento oggi sia arrivato.

Mi consentiresti un’ultima domanda?

Si, certo.

Il vicepresidente grillino dell’ARS, Giancarlo Cancelleri, in un video su Facebook commentando le Elezioni Politiche e il risultato in Sicilia rivolgendosi al Presidente della Regione, Nello Musumeci, ha dichiarato: ‘[…] e mi fa anche schifo avere un presidente alla Regione che si rivolge in questi toni alla prima forza politica del Paese, alla quale non solo dovrebbe portare rispetto, ma dovrebbe guardare come un’interfaccia per risolvere i problemi dei siciliani e invece non lo fa.[…]’ Vorresti dire qualcosa in merito a tale affermazione?

Collegatevi! Ho qualcosa di importante da dirvi.

Collegatevi! Ho qualcosa di importante da dirvi.

Pubblicato da Giancarlo Cancelleri su lunedì 5 marzo 2018

Questi toni e questi linguaggi sono specchio di una concezione della politica in cui fatico a riconoscermi. Ho subito personalmente questo tipo di attacchi gratuiti, forme espressive che uccidono il dibattito democratico e che bene esplicitano la differenza tra chi crede nella politica e nelle istituzioni e chi alza i toni per mascherare i propri limiti. Prima o poi tutto questo sarà solo un cattivo ricordo: il rispetto e la concretezza torneranno di moda.

 

La redazione di AltraVoce ringrazia l’ On. Luigi Genovese, per la disponibilità e il garbo, augurandogli buon lavoro. 

 

 

 

                                               

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteLuca Mele: la voce delle emozioni
Prossimo articoloLa forza di un sorriso- lettera al coraggio
Pinuccia Granata
Mi definisco determinata, abbastanza estroversa, testarda, con una gran voglia di conoscere ed imparare. Il mio nome è Pinuccia Granata, sono una studentessa e vivo in Sicilia(posto incantevole, dove non manca il sole, il mare e nel quale sono presenti persone solari, disponibili, calorose, insomma con un gran cuore). La passione per il giornalismo mi accompagna da sempre, il mio 'idolo' è Mario Giordano. I temi che seguo con maggior interesse sono politica ed economia. Ho una grande passione per la musica ho suonato per diversi anni il pianoforte e ascolto particolarmente blues, jazz, hard rock funk e musica classica. Amo l'arte in ogni sua forma dalla letteratura alla pittura e via dicendo. Credo fortemente nell'informazione e nella cultura. Adoro la gastronomia, ogni qual volta mi capita di visitare nuove/i città/paesi mi piace degustare prodotti tipici, soprattutto se si tratta di vini. Non ho sogni nel cassetto, non sono una sognatrice, ho degli obiettivi e spero di raggiungerli attraverso impegno e dedizione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here