10 curiosità che forse non sai sulla Pasqua

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Anche quest’anno siamo arrivati a Pasqua, e ci apprestiamo a vivere grandi abbuffate con parenti ed amici per quella che ricordiamo essere la festività religiosa più importante dei cristiano. Sono tante le curiosità legate alla Pasqua, non poche le tradizioni che diamo per scontato, ma che celano storie ben più interessanti e che, spesso, non conosciamo. Andiamo a leggerle insieme!

Cosa vuol dire Pasqua?

La parola Pasqua deriva dal greco pascha, che a sua volta trae origine dalla parola aramaica pasah e significa letteralmente “passare oltre”, quindi “passaggio”: gli ebrei con la Pasqua ebraica festeggiano il passaggio attraverso il Mar Rosso che volle dire liberazione dalla schiavitù d’Egitto, per i cristiani invece il passaggio riguarda quello di Gesù Cristo dalla morte alla vita eterna.

 

Perché mangiamo l’agnello? 

Questa tradizione deriva principalmente dalla Pasqua ebraica: per liberarlo dalla schiavitù egiziana, Dio ordinò al popolo di Israele di marcare le loro porte di casa con del sangue d’agnello, affinché sapesse chi castigare e chi no durante il suo passaggio. “In questa notte io passerò attraverso l’Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame” (Esodo 12:12).
Nel cristianesimo l’agnello è diventato simbolo di Gesù Cristo che si è sacrificato per noi.

Perché Pasqua cade sempre in giorni diversi?

Questo ha decisamente meno a che fare con la religione: nel 325, il Concilio di Nicea I decise che la Pasqua cristiana si sarebbe dovuta festeggiare la prima Domenica dopo la prima luna piena di Primavera (che quest’anno è caduta Martedì scorso). Seguendo questo ragionamento, la festività dovrà cadere sempre e comunque tra il 22 Marzo ed il 25 Aprile. L’anno prossimo Pasqua si festeggerà il primo Aprile. Non è uno scherzo!

Perché ci si scambia le uova di Pasqua?

L’uovo nel cattolicesimo è simbolo di fertilità, un elemento apparentemente inorganico che contiene una vita pronta a sbocciare, proprio come Gesù Cristo morto e poi risorto.
I primi scambi di uova decorate sono da attribuire all’epoca medievale, come regalo alla servitù; fu probabilmente in Germania che lo scambio assunse il significato che noi diamo oggi: un dono per manifestare il nostro affetto verso qualcuno. Ovviamente si parlava di uova vere, e non di cioccolato. Ma questa è un’altra storia, dei giorni nostri, per la felicità dei dentisti.

Perché il coniglio è il simbolo pasquale? 

Qui c’è un equivoco storicosecondo una leggenda, Sant’Ambrogio indicò la lepre come simbolo di resurrezione a causa del suo manto in grado di cambiare colore secondo le tradizioni. Il coniglio quindi non c’entra, ma si iniziarono a produrre coniglietti di cioccolato, forse più appetibili (è il caso di dirlo) dal pubblico rispetto ad una lepre.

Perché festeggiamo anche la Pasquetta?

Il vero nome della Pasquetta è “Lunedì dell’Angelo” e si celebra l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro per imbalsamare il corpo di Gesù. L’angelo rese noto alle donne che Gesù fosse risorto, esortandole ad avvisare gli apostoli dello straordinario evento.
Durante gli anni la festa ha assunto il nome informale di “Pasquetta”, senza una ben precisata motivazione religiosa. Ed è forse per questo che, ogni Lunedì di Pasquetta, ci ritroviamo con gli ombrelli aperti a subire l’ira di Dio.

Perché si dice “essere felici come una Pasqua”?

Questa espressione ha due origini ben distinte, una di carattere religioso e l’altra temporale: per quanto riguarda l’origine religiosa, la Pasqua – come detto – rappresenta la festività più importante del calendario cristiano e cade dopo tre giorni di assoluto lutto. La resurrezione di Gesù Cristo è un motivo più che valido per essere molto felici! Dal punto di vista temporale, cadendo i primi giorni di Primavera, la Pasqua rappresenta la felicità che si prova nel lasciarsi alle spalle una stagione rigida e fredda come l’inverno.

Origine del nome “Pasquale”

Il nome Pasquale deriva dal termine Paschalis, “di Pasqua”, o “pertinente alla Pasqua”: in antichità, i bambini nati in questa giornata o nei paraggi di essa venivano chiamati tutti “Pasquale”. Chi, ancora oggi, si chiama in questo modo, può festeggiare il suo onomastico proprio la Domenica di Pasqua.

Uovo di Pasqua…da record

Ovviamente, il record per l’uovo di Pasqua più grande – lasciatemelo dire con un po’ di orgoglio -, è italiano: nel 2011, il centro commerciale “Le Acciaierie” di Cortenuova mise in mostra un uovo da 10,5 metri di altezza, 19 metri di circonferenza, e un peso “a malapena” di 7200 kg. Cari maschietti, se volete fare un bel regalo alla vostra ragazza, sapete dove recarvi.

Come festeggiano la Pasqua nel resto del mondo?

Anche in Bulgaria, come in Italia, il must della Pasqua sono le uova. Se ne decorano tante, già da settimane prima. Cibo fondamentale è il kozunaks. Durante la notte tra il sabato e la domenica, i fedeli si scambiano le uova. In Francia, i bambini aspettano la mattina di Pasqua per vedere le campane che volano verso casa; e, mentre i piccoli guardano il cielo, i grandi nascondono le uova di cioccolato. In Grecia, la notte di Pasqua, i fedeli si recano in chiesa mentre le luci sono spente, accendono la candela che portano con sé e tornano a casa. Il pranzo tipico è la “soupa mayeritsa”, accompagnata con riso alla greca, uova colorate di rosso e la “Maghiritsa”, zuppa preparata con le interiora dell’agnello. In Inghilterra, e precisamente a Preston, c’è una strana usanza: quella di far rotolare le uova colorate su di un prato o lungo una strada, fino a quando tutti i gusci non siano stati spezzati. Oppure ci si contende le uova e le torte con le battaglie.

 

Ah, un’ultima curiosità: sapete come la redazione di AltraVoce intende augurarvi una BUONA PASQUA?

Così! 

 

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Damiano Cosimo Lorusso
Mi chiamo Damiano Lorusso, sono nato a Bari il 28 Gennaio 1992, e sono un laureando in Scienze della Comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro", con una tesi riguardante il ruolo degli ultras nella società italiana contemporanea. Come potete dedurre le mie più grandi passioni sono lo sport e la scrittura, ed è per questo che ho sempre cercato di coniugare le due cose, dapprima collaborando con la testata online "Socialcalcionews.it", e poi con il periodico mensile digitale e cartaceo "NelMese", di proprietà della "Les Flâneurs Edizioni", come redattore di cronaca bianca per la provincia di Bari.

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