Realtà virtuale: il futuro di internet fra mondi fantasy e una promessa erotica

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Era il 1999, io ero al cinema che guardavo uno dei film che più mi avrebbe segnato e che avrebbe fatto parte della mia saga cinematografica preferita in assoluto: The Matrix dei fratelli Wachowski.

Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.

Lo confesso, appena uscito dal cinema tutto quello a cui pensavo era a quanto sarebbe stato fico infilarsi lo spinotto per connettersi in un mondo pronto a piegare le sue leggi al tuo volere, per poi poter volare, lottare, e sopratutto schivare le pallottole. Ho passato giorni, settimane ad impersonare Neo, immaginando quello che avrei potuto fare ma sopratutto quello che avrei potuto vedere attraverso Matrix.

https://www.cosplayhouse.com/images/product/Sword-Art-Online-Cosplay-Prop-Asuna-Yuuki-NerveGear-Version-01-image.jpg

Probabilmente oggi e ancor più in un futuro molto vicino “connettersi in una nuova realtà” sarà possibile almeno in parte grazie ai vari “visori”, nuove tecnologie per approcciarci alla virtual reality. Si tratta di caschi o di semplici occhiali in cui gli schermi con effetto stereoscopico annullano il mondo reale dalla visuale dell’utente, generando una sorta di “immersione”, in un mondo creato al computer appunto. Il compito di rendere l’immersione quanto più “densa” possibile in termini percettivi, non è affidata solo agli schermi ultra definiti (che sono due), ma anche ai vari sensori di movimento (giroscopio e accelerometro) che reagiscono ai movimenti del capo, permettendo all’utente di guardarsi intorno e aumentare la sensazione di profondità del campo visivo.

All things to all!

Ammesso e sperando che questa tecnologia non faccia la fine del tanto pubblicizzato 3D, che a mio parere può considerarsi un fallimento, o per lo meno un primo tentativo di andare oltre l’osservazione di uno schermo orientato su due dimensioni. Ma se penso al cinema ho visto solo due film in 3D, dopo di che l’idea di spendere 5-6€ in più per un film in tre dimensioni non mi è più passata per l’anticamera del cervello. Lo stesso vale per la vecchia Nintendo 3Ds che raramente ha visto attivo il tasto per il 3D (salvo quando mi necessitava vomitare per smaltire la sbronza). Questo pizzico di scetticismo nasce anche perché negli ultimi mesi gli investimenti nella VR sono calati da un miliardo di dollari a 200 milioni. Rimane il fatto che l’intento di tutti i produttori è di portare la tecnologia dei supporti virtuali a portata di tutti. Molte sono le aziende coinvolte HTC, MICROSOFT, SONY, SAMSUNG ecc.

Provate ad immaginare questa tecnologia proiettata nel futuro, applicandola a diversi fini utili come fare yoga nel salotto di casa, ma virtualmente online con altre persone in qualche locus amoenus. Quest’ultima è una frase che ho letto da qualche parte sul web e mi ha fatto sorridere, insomma sembra un po’ una stronzata, o per lo meno un paradosso, evitare di alzare il culo per fare yoga restando chiuso in 4 mura. D’altronde molti sarebbero gli usi che renderebbero questa tecnologia indispensabile; immaginate se da studenti delle elementari aveste fatto un viaggio all’interno del corpo umano per studiarlo, o nello spazio per vedere stelle e pianeti da vicino, ma anche in alcuni sport come la F1 dove allenarsi con un simulatore e visore renderebbe tutto più realistico ed efficace…

Diventeremo “hikikomori”?

Uno dei fini che invece sembra il più sostenuto, o il più economicamente remunerativo, è l’applicazione nel gaming. Sony ha già presentato e messo sul mercato Playstation VR, supporto che collegato alla Play 4 permette l’utilizzo di alcuni giochi dedicati (ovviamente anche Microsoft è al lavoro, probabilmente con un visore da adattare alla neo nascente xbox Scorpio, di cui abbiamo già trattato). Tutto ciò non può che portarmi alla memoria le vicende di Sword Art Online, manga e anime giapponese di Reki Kawahara, ambientato nel 2022. Narra le vicende di alcuni ragazzi bloccati in un mmorpg, gioco virtuale online, il primo ad utilizzare la tecnologia del NerveGear, un casco in grado di stimolare i cinque sensi dell’utilizzatore tramite la manipolazione del cervello, dove i giocatori possono impersonare e controllare il loro stesso personaggio nel gioco direttamente con la loro mente. Finché non scoprono di essere bloccati in un gioco mortale virtuale.

Effettivamente c’è la possibilità che grazie ai visori VR si smetta di uscire di casa. E se nei casi peggiori finissimo come gli hikikomori, i ragazzi che si isolano dalla realtà in carne e ossa per rifugiarsi in quella virtuale, abbandonando ogni relazione sociale che non riguardi altri avatar? Che spesso la gente nutra il bisogno di “evadere dalla realtà” è cosa risaputa, e la realtà virtuale, per qualcuno, magari per gli adolescenti che sempre più sono incollati a YouTube e videogiochi, può rivelarsi un ottimo strumento per nascondere o dimenticare temporaneamente frustrazione, timidezza e solitudine. Qualche mamma potrebbe anche azzardare che è sempre meglio che drogarsi o non sapere dove si trova il proprio figlio, certo finché non nasce un disturbo psicologico.

I.A.D. internet addiction disorder

Aumentando progressivamente le ore di collegamento, diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone significative ed alla famiglia. Il virtuale acquista un’importanza maggiore della vita reale, dalla quale il soggetto tende ad estraniarsi sempre di più, arrivando anche a trascurare se stesso. Se prima vi ho invitato ad immaginarvi nello spazio o in mondi fantastici, ora vi invito ad immaginare la pornografia che cambiamento potrebbe subire o semplicemente le relazioni virtuali. Un esempio potrebbe essere Summer lesson, gioco per Ps4, che ti porta ad interagire con una studentessa nella sua cameretta dove l’utente con il pretesto di aiutarla con lo studio instaura una relazione, il tutto condito da una vacua promessa erotica.

https://i.ytimg.com/vi/uuqNhqRRJio/maxresdefault.jp

Per quanto acerba sia la questione, se vi date un’occhiata in giro, ci sono già diversi software sviluppati per la VR, simulatori di mestieri, film erotici, e addirittura una simulazione degli attentati dell’11 settembre. Ingannare la mente è solo il primo passo per l’immersione, gli sviluppatori stanno già pensando a come evitare che ci facciamo venire le piaghe da decubito, progettando piattaforme e gadget, per farci correre sparare e quant’altro. Il futuro che ci aspetta è meraviglioso, speriamo lo sia anche la realtà!

http://www.erikpaluka.com/img/blog/JanusVR.png

 

2 Commenti

  1. Articolo interessante, da un lato trovo interessante questo tipo di tecnologia ma dall’altro mi preocca.
    Se questa tecnologia diventasse virale, sono sicuro che l’utente medio ne diventerebbe dipendente (come è accaduto per internet stesso) a tal punto da perdere totalmente i contatti sociali e con la realtà stessa.

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