Vale e i suoi “fratelli”: il motomondiale parla italiano

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La Domenica motoristica si tinge di tricolore. Non potrebbe essere altrimenti, dopo il bellissimo e meritato successo di Vettel con la Ferrari in Formula 1, cui ha fatto eco il debutto del pugliese Antonio Giovinazzi, che ha chiuso la sua gara con un meritatissimo 12esimo posto. Oro, se consideriamo il potenziale della sua Sauber, una delle auto più fragili del lotto.
Ma oltre alla gara di Melbourne abbiamo anche assistito alle gare inaugurali del Motomondiale 2017 sul circuito di Losail in Qatar. E le soddisfazioni non sono venute meno neanche nello sport a due ruote, in tutte e tre le classi principali: se infatti non sono passati inosservati i risultati di Rossi e Dovizioso (rispettivamente terzo e secondo alle spalle di Viñales, vera mina vagante della classe regina) nella MotoGP, altrettanta risonanza non hanno ottenuto le pur ottime prestazioni dei piloti nostrani in Moto3 e Moto2.

Chiaro, Valentino catalizza le attenzioni: è il “gotha” del motomondiale, a 38 anni e dopo nove titoli iridati ha ancora voglia di stupirci e stupirsi, e come tale rimane il pretendente numero uno per la vittoria o comunque il più insidioso avversario per chiunque sogni di vincere un mondiale. Fa piacere però constatare come dopo anni di anonimato, qualcosa si muova tra le giovani leve, soprattutto grazie all’impegno dello stesso Valentino, proprietario della Sky Racing Team VR46, squadra che concorre in Moto3 e da quest’anno anche in Moto2 con piloti tutti italiani.
E proprio in Moto3, nel primo weekend si sono raccolte importanti soddisfazioni: è vero, ha chiuso in testa uno spagnolo, ma a meno di un secondo dal vincitore Mir, e precisamente dalla quinta all’ottava posizione, si registrano ben quattro italiani: Fenati, Migno, Antonelli e Di Giannantonio.
Se i primi tre, ancora giovani sono comunque esperti della categoria, lo stesso non si può dire del quarto, appena maggiorenne e alla seconda stagione da pilota Moto3. Nonostante questo i risultati dell’anno scorso e questo inizio promettente lasciano intravedere le stimmate del campioncino. Occorre tuttavia “trattare” il ragazzo con parsimonia, per non vedere il suo talento bruciato come quello di Fenati, considerato forse troppo presto un fenomeno.
Parlare di favoriti in questa categoria è pressoché come indovinare il 6 al superenalotto: prestazioni delle moto livellate ed inesperienza di ragazzini neanche 18enni padroneggiano il campionato, e siamo sicuri che fino all’ultima gara tutto rimarrà in ballo, con la speranza che a giocarsela ci sia qualcuno dei nostri ragazzi terribili.
Soddisfazioni ancora maggiori se possibile le regala la Moto2, “purgatorio” che concede solo a pochi di sfociare nel paradiso della MotoGP. Vince e straconvince Franco Morbidelli, forse ad oggi quello ritenuto un po’ più pronto al salto tra i grandi. Il weekend dominato dall’inizio alla fine, con una pole conquistata in scioltezza e una gara condotta senza troppi pensieri, lo rendono il favorito numero uno per questa classe, un po’ più “stabile” rispetto alla precedente.
Bello anche trovare al sesto posto Luca Marini, dicianovenne con una chioccia particolare. Il ragazzo infatti è il fratellastro di Rossi, e non abbiamo dubbi su chi sia il suo consigliere privilegiato in caso di necessità.

Non portiamo a casa un titolo da sette anni. Qualcuno di questi potrà sfatare il tabù? Noi non lo sappiamo, ci limitiamo soltanto a commentare e tirare le somme di quello che abbiamo visto fino ad ora. E dopo anni di buio pesto, il 2017 sembra l’anno buono, in barba alla scaramanzia, per vedere trionfare il tricolore e sentire intonare le note dell’inno di Mameli sui podi di mezzo mondo, che sia in Formula 1 o nel Motomondiale. Siamo il paese del mito Ferrari e della Ducati, di Ascari e di Agostini, degli ingegneri più ricercati del pianeta; l’astinenza è durata fin troppo, Valentino e i suoi fratelli hanno voglia di vincere in fretta.

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Damiano Cosimo Lorusso
Mi chiamo Damiano Lorusso, sono nato a Bari il 28 Gennaio 1992, e sono un laureando in Scienze della Comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro", con una tesi riguardante il ruolo degli ultras nella società italiana contemporanea. Come potete dedurre le mie più grandi passioni sono lo sport e la scrittura, ed è per questo che ho sempre cercato di coniugare le due cose, dapprima collaborando con la testata online "Socialcalcionews.it", e poi con il periodico mensile digitale e cartaceo "NelMese", di proprietà della "Les Flâneurs Edizioni", come redattore di cronaca bianca per la provincia di Bari.

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