SF70H: quanto vale la macchina “zero” partorita da Maranello?

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In questo momento, mentre leggete questo articolo, si stanno svolgendo le prove libere del primo Gran Premio di Formula 1 dell’anno, sul circuito dell’Albert Park di Melbourne.
Il 2017 è l’anno zero della Formula 1: il nuovo regolamento ha stravolto completamente la costruzione delle auto, ora dedite maggiormente all’aerodinamica (punto debole della Ferrari in passato), alla maggiore velocità in curva (grazie alle gomme più larghe) e allo sviluppo stagionale senza freni (sono stati aboliti i gettoni di sviluppo che limitavano questa possibilità).

I test invernali tenutisi sul circuito di Catalogna ci hanno “restituito” una Ferrari in gran spolvero, che negli otto giorni di prove complessivi ha fatto segnare i due migliori tempi di percorrenza del circuito con Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel.
La rossa è figlia di un progetto partito da lontano: il primo abbozzo è nato tra le mani di James Allison, esperto ingegnere inglese, nell’estate del 2016 ed è proseguito quando Marchionne ha sollevato lo stesso Allison dall’incarico per l’inconsistenza della SF16-H e nominato nuovo direttore tecnico Mattia Binotto, a capo del reparto motoristico fino a quel momento, l’unico che ha dato garanzie di ottima qualità nelle ultime stagioni.
La scuderia ad un certo punto ha mollato lo sviluppo della vettura dello scorso anno, ormai fuori dai giochi per la vittoria, per concentrarsi sulla SF70H che sarebbe stata totalmente diversa dalla precedente, a causa del cambiamento regolamentare.

In questo articolo non ci soffermeremo su quelle che sono le peculiarità tecniche della rossa. Potremmo farlo, per carità, ma trovereste altri migliaia di siti in cui sono rammentate sempre le stesse cose.
Qui ci troviamo in un blog d’opinione, e come tale proveremo ragionevolmente a capire se questa Ferrari può puntare a fare il “colpo grosso” dieci anni dopo l’ultimo titolo proprio con Raikkonen.

Per farlo non potremo analizzare insieme altro che i test invernali. Tanti personaggi anche esperti di F1 affermano come i test siano sempre da prendere con le pinze. E non c’è niente di più vero. Ma, lasciateci dire, mai come quest’anno le vetture sono andate forti. Esempio concreto: la pole position di Hamilton su Mercedes nello stesso circuito catalano lo scorso anno è stata registrata in 1.22.00. Raikkonen nella stessa sessione fece segnare come miglior tempo 1.23.113. Nei test, il miglior tempo del finlandese è stato cronometrato sull’1.18.634. Quattro secondi e mezzo meglio. Domanda: si può andare ancora più forte? Forse sì, ma non di molto. Sarebbe impensabile.

Lewis Hamilton e Niki Lauda (presidente onorario della Mercedes) si sono sbilanciati affermando come la SF70H sia meglio della W08 Hybrid Mercedes. Conoscendo i personaggi in questione, si potrebbe tranquillamente affermare che queste parole siano pretattica, tuttavia si è percepita una certa tensione nei paraggi del box delle stelle d’argento durante i test, segno che non si aspettavano una rossa così competitiva nel brevissimo periodo. La riprova è data dal fatto che un tecnico di RedBull sia stato addirittura beccato a spiare soluzioni aerodinamiche nei box del cavallino rampante.

Un altro indizio importante sono le dichiarazioni di Marchionne, Vettel e ancora Raikkonen. Si era partiti con un silenzio stampa, spezzato negli ultimi giorni da frasi di circostanza che lasciano intendere però come il progetto sia nato sotto i migliori auspici. Non si è detto “vinceremo”, ma se un pilota come Vettel, che ha vinto quattro mondiali, si lascia andare a qualche sorriso durante le interviste corredate da belle parole per la SF70H, allora la strada imboccata è assolutamente quella giusta.

Per questo nemmeno noi ci permettiamo di dire che “la Ferrari sarà campione del mondo 2017”. Tuttavia siamo convinti di poter abbattere lo scetticismo che aleggia su Maranello e nel resto d’Italia: questa vettura c’è e ci farà divertire.

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Damiano Cosimo Lorusso
Mi chiamo Damiano Lorusso, sono nato a Bari il 28 Gennaio 1992, e sono un laureando in Scienze della Comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro", con una tesi riguardante il ruolo degli ultras nella società italiana contemporanea. Come potete dedurre le mie più grandi passioni sono lo sport e la scrittura, ed è per questo che ho sempre cercato di coniugare le due cose, dapprima collaborando con la testata online "Socialcalcionews.it", e poi con il periodico mensile digitale e cartaceo "NelMese", di proprietà della "Les Flâneurs Edizioni", come redattore di cronaca bianca per la provincia di Bari.

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