Facciamo chiarezza: Champions League 2018/19, ecco le novità

0
187

Proprio a cavallo di questo primo round dei quarti di finale di Champions League (e della straordinaria vittoria della Juventus sul Barcellona), ci preme fare chiarezza circa quello che sarà il destino, in particolare delle squadre italiane, nella nuova formula del torneo continentale più prestigioso d’Europa a partire dalla stagione 2018/2019. E si prospetta una super-Champions: difatti, le prime quattro nazioni del ranking UEFA (Spagna, Inghilterra, Germania ed Italia), manderanno quattro squadre direttamente ai gironi senza passare da fastidiosissimi turni preliminari di Agosto che hanno spesso visto soccombere le squadre nostrane (vabbe’, che se poi acquisti Maicosuel un po’ te la vai a cercare…).
16 delle 32 partecipanti quindi provenienti da sole quattro nazioni: provvedimento che boccia la riforma voluta da Le Roi Platini, che ha visto arrivare negli ultimi anni in Champions formazioni dal fascino esotico (Astana, Maccabi Tel Aviv, Maribor, Nordsjaelland) ma troppo scarse per alzare il livello della competizione e per creare appeal nei confronti dei benedetti diritti televisivi (in poche parole: partite tra squadre semisconosciute non si vendono bene).
Guai però a sedersi sugli allori: scendere in quinta o ancor peggio sesta posizione nel ranking (Francia e Portogallo sono momentaneamente a debita distanza soprattutto grazie alle prestazioni europee della Juventus, ma occhi aperti) vorrebbe dire tornare al calvario che ci ha afflitto in questi anni, con due squadre ai gironi e la terza a farsi i preliminari, e con grandissime difficoltà poi a recuperare chi, come detto, potrà schierare quattro squadre tutte ai gironi.

Saranno 26 le squadre che in totale accederanno direttamente ai gironi di Champions: le altre sei entreranno nei gruppi tramite i playoff, di cui quattro dai playoff campioni (le vincitrici dei campionati dalla settima posizione nel ranking in giù) e solo due dai playoff piazzati (che coinvolgerà le terze dei paesi in quinta-sesta posizione e le seconde degli altri tornei, dalla settima posizione in giù).
La riforma taglierà un po’ le gambe alle piccole realtà, per andare a premiare il calcio champagne: se da un lato molti lamentano un certo favoritismo per le big che impedirebbe alle squadre di seconda fascia di emergere sui palcoscenici più prestigiosi, dall’altro personalmente crediamo che la Champions sia più di tutti il torneo che debba badare al grandissimo spettacolo ed attirare i calciatori più rinomati a livello mondiale. Saremo decisamente patriottici, ma avremmo preferito assistere ad un Dortmund-Roma, piuttosto che ad un match Dortmund-Legia Varsavia finito dopo venti minuti.
Cambia, di riflesso, anche la UEFA Europa Legue: l’Italia porterà nel secondo torneo continentale tre squadre: la quinta e la vincitrice di Coppa Italia ai gironi, la sesta al secondo turno preliminare. Nel caso in cui la vincitrice di Coppa Italia (quella sì che andrebbe riformata) faccia parte già del novero delle qualificate in Europa, al torneo accederà la settima in classifica.

ORARI E PREMI IN DENARO: COSA CAMBIA 

Altre modifiche meno sostanziali e più tecniche vanno comunque spiegate: non cambia il format (prime due qualificate agli ottavi e poi via con l’eliminazione diretta), neanche il sorteggio, ma cambiano gli orari: per esigenze televisive (e non più solo di fuso orario, anche perché la formula andrebbe ad escludere quasi certamente squadre provenienti dall’Eurasia) nella fase a gironi due partite si disputeranno alle 19, altre sei alle 21. Addio alle canoniche 20:45, quindi. Potete ordinare la pizza con calma.
Cambia anche la distribuzione finanziaria dei proventi: accanto al ranking sportivo, viene istituito un nuovo ranking finanziario, sulla base di alcuni fattori incrociati: 15% market pool, 25% fisso partecipazione, 30% risultati tornei e 30% risultati storici (Silvio, sei sicuro di voler vendere ai cinesi?). I grandi club ringraziano, ma se serve a garantire emozioni a crepacuore…perché no?

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl mondo di Youtube: 4 chiacchiere con Benedetta
Prossimo articoloSi dice “le cinque e mezzo” o “le cinque e mezza”?
Damiano Cosimo Lorusso
Mi chiamo Damiano Lorusso, sono nato a Bari il 28 Gennaio 1992, e sono un laureando in Scienze della Comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro", con una tesi riguardante il ruolo degli ultras nella società italiana contemporanea. Come potete dedurre le mie più grandi passioni sono lo sport e la scrittura, ed è per questo che ho sempre cercato di coniugare le due cose, dapprima collaborando con la testata online "Socialcalcionews.it", e poi con il periodico mensile digitale e cartaceo "NelMese", di proprietà della "Les Flâneurs Edizioni", come redattore di cronaca bianca per la provincia di Bari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here