Ciclismo, il bilancio dei primi tre mesi: Van Avermaet e Kwiatkowski mattatori, Sagan assente ingiustificato in attesa della Roubaix

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Aprile è un mese particolare un po’ per tutti gli sport: si entra nel vivo della stagione negli sport di squadra, iniziano i campionati mondiali dei motori, ed anche nel ciclismo sono trenta giorni importanti per tracciare un primo bilancio di quella che è la nuova annata cominciata a Gennaio con Tour Down Under e Tour de San Luis.
Domani si chiuderà il ciclo di classiche in pavè con la corsa regina, la Parigi-Roubaix, definita l’inferno del Nord” per il suo tipico percorso che tocca il culmine con la caratteristica foresta di Arenberg a mettere a dura prova i corridori, e diventa opportuno stilare il borsino di chi sale e chi scende in questi primi mesi, in attesa delle classiche vallonate dei Paesi Bassi e dei grandi giri che partiranno da Maggio con il Giro d’Italia.

Sugli scudi indubbiamente non possiamo non inserire Greg Van Avermaet e Michael Kwiatkowski: il primo ha regalato spettacolo sul pavè ottenendo tre prestigiose vittorie, la Omloop Het Nieuwsblad, la Gand-Wevelgem e l’E3 Harelbeke (quest’ultime due inserite nel circuito UCI World Tour; per semplificare, facenti parte del novero delle gare più importanti del calendario internazionale), e finendo sul podio al Giro delle Fiandre dietro solo ad un eroico Philippe Gilbert (di cui parleremo più avanti); il secondo portando a casa le Strade Bianche (corsa italiana che sta accrescendo la sua popolarità) e la Milano-Sanremo (anch’essa inserita nell’UCI World Tour) che vanno ad arricchire il suo notevole palmareas (nel quale troviamo anche una E3 Harelbeke, un’Amstel Gold Race ed un Campionato del Mondo in linea) nonostante la sua ancora giovane età.
Eroico come detto Gilbert: il mai domo 34enne belga torna a vincere una corsa monumento sei anni dopo la Liegi-Bastogne-Liegi e a tre anni dal suo ultimo successo in una classica del World Tour, l’Amstel Gold Race 2014. La sua vittoria ricorda le imprese del passato: è partito da solo a 55 km dal traguardo ed arrivato in gloria, a piedi, sollevando la bicicletta prima della linea d’arrivo.

Gilbert mentre solleva la sua bici sul traguardo (ERIC                          LALMAND/AFP/Getty Images)

Bene, benissimo la Colombia nei primi giri a tappe di una settimana del calendario UCI: Nairo Quintana fa sua la Tirreno-Adriatico 2017 con una vittoria decisiva sul Terminillo e si difende nell’ultima crono dallo specialista Rohan Dennis secondo, mentre contemporaneamente Sergio Henao porta a casa la Parigi-Nizza per soli tre secondi su uno scatenato e come sempre spettacolare Alberto Contador, che promette di dare battaglia al Tour de France di Luglio. Secondo invece al già citato Tour Down Under, dietro l’idolo di casa Porte, il secondo classificato dello scorso Giro d’Italia nonché vincitore del Giro di Lombardia 2016 Esteban Chaves.

Passiamo a quelle che per  noi sono le note non poco dolenti:una sola classica di minore importanza e due vittorie di tappa alla Tirreno-Adriatico non possono essere un bottino soddisfacente per Peter Sagan, attuale campione europeo e del mondo in linea, maglia verde del Tour da cinque stagioni consecutive.
I tanti piazzamenti e la caduta al Giro delle Fiandre non sono un’attenuante: lui ci ha abituato (male) a vincere, e noi è lì che vogliamo vederlo, sul gradino più alto del podio a dare spettacolo come solo lui sa.
Certamente qualcosa da rivedere c’è anche nel suo team: la Bora-Hansgrohe non sembra assolutamente all’altezza di possedere in squadra un fuoriclasse come lui, e non ha validi elementi a sostegno del capitano slovacco.

Male il ciclismo italiano, che si è ripreso solo alle Fiandre con tre portacolori nei primi dieci: per il resto fuori dal podio alle Strade Bianche, pochissimi piazzamenti alla Tirreno-Adriatico (con un decimo posto in generale di Domenico Pozzovivo), e qualche altro piazzamento lontano dalla vittoria nelle altre classiche. Preoccupano soprattutto Nibali e Aru, i nostri leader che non si sono ancora messi in mostra in nessuna delle corse fin qui disputate.

Chiosa finale per Chris Froome: vincerà pure il Tour, ma il ciclismo è un sport che si corre e regala forti emozioni da Gennaio ad Ottobre, e non solo nel mese di Luglio.

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Damiano Cosimo Lorusso
Mi chiamo Damiano Lorusso, sono nato a Bari il 28 Gennaio 1992, e sono un laureando in Scienze della Comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro", con una tesi riguardante il ruolo degli ultras nella società italiana contemporanea. Come potete dedurre le mie più grandi passioni sono lo sport e la scrittura, ed è per questo che ho sempre cercato di coniugare le due cose, dapprima collaborando con la testata online "Socialcalcionews.it", e poi con il periodico mensile digitale e cartaceo "NelMese", di proprietà della "Les Flâneurs Edizioni", come redattore di cronaca bianca per la provincia di Bari.

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