Europa express: 4 stati in 5 giorni

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Ci avete definiti un po’ pazzi; e in fondo pazzi lo siamo sul serio. Tutto è partito dalla voglia di staccare dalla routine che ci assaliva; abbiamo deciso di fare un viaggio di pochi giorni, il tempo di rimetterci in sesto. C’era solo un piccolissimo problema: eravamo in tre con la voglia di visitare posti diversi. Come rimediare a tutto ciò? Semplice, li visitiamo tutti quanti. E quindi, zaino in spalla, portando solo ciò che era essenziale alla sopravvivenza ci siamo imbarcati in questa nuova avventura che mai credevamo di poter portare a termine e che ci ha cambiati. Cambiati perché ci siamo resi conto di quanto sia bello vivere alla giornata, senza programmarsi nulla, cogliendo tutto ciò che di bello la vita possa dare in ogni momento e cercando di sentirci parte di nuove realtà che non avremmo potuto conoscere se non in quel modo.

E sbagliate a credere che per fare qualcosa di simile ci vogliano chissà quanti soldi: il nostro motto era “low cost”; evitare spese inutili ed eccessive, cercando di ottimizzare tutte le risorse di cui eravamo in possesso.

Chiaramente non è stata una vacanza come quelle che intendete voi; non ci siamo riposati e non abbiamo poltrito. Ma abbiamo messo in secondo piano la stanchezza fisica, volevamo vedere quante più cose possibili in modo da poter soddisfare la nostra sete di curiosità. Perché viaggiare non è solo andare in spiaggia a prender il sole e stare a macerare su una sdraio. Vuol dire soprattutto confrontarsi e conoscere altre culture.

Abbiamo deciso di farvi un piccolo resoconto di ciò che abbiamo fatto e visto durante questi 5 giorni:

Tappa numero 1: Praga

Unico volo di tutto il viaggio. Ore 8.30 partenza da Bari e 10.30 arrivo nella capitale ceca. Già dall’inizio abbiamo capito che il viaggio sarebbe stato stancante: nella fila davanti alla nostra c’era un piccolissimo viaggiatore che per tutta la tratta non ha fatto altro che piangere e dimenarsi, rendendosi a tratti anche molesto. Una volta atterrati, siamo arrivati in centro con una metro. Qui abbiamo conosciuto un simpatico signore che si trovava a Praga per festeggiare il suo compleanno e l’anniversario di nozze con sua moglie. C’era una cosa che ci accomunava al signor Franco: eravamo tutti pugliesi. Lui, proveniente da Palo del Colle, ci ha raccontato la storia della sua vita (oltre che aiutarci a scendere alla giusta fermata). Arrivati in centro, è stato tutto molto semplice: abbiamo seguito l’istinto e le belle vie per visitare le zone più interessanti ed artistiche della città. Ci siamo subito resi conto che Praga è a tratti una città misteriosa, oseremmo dire in certi punti nascosta: a dimostrarlo le sue torri, le sue enormi chiese simili ad ambienti fiabeschi. Una giornata che è praticamente volata e in cui le cose da vedere non sono mancate. Se avete anche voi un solo giorno a disposizione, vi consigliamo assolutamente di visitare la piazza principale, Staroměstské náměstí dove ci sono la torre dell’orologio astronomico e la chiesa di Santa Maria di Týn; la città vecchia, il Belvedere, il Palazzo Reale, nel cui complesso troviamo anche l’enorme cattedrale di San Vito; il ponte Karlův most; il muro Lennon, dedicato al cantante dei Beatles; il cimitero ebraico, la sinagoga; e per le donzelle amanti dello shopping non può mancare la visita al Palladium, un centro commerciale di ben 5 piani. La giornata è volata e alle 3.30 di notte abbiamo preso il pullman che ci portava in uno stato diverso: l’Austria. Ma non credete che tutto sia stato così semplice: ebbene, perché potete anche avere la sfortuna di incappare in autisti poco simpatici, che non conoscono ancora l’esistenza della carta d’identità valida per l’espatrio. Senza passaporto il tizio non voleva farci salire. Gli avremo sicuramente fatto così pena che alla fine ha acconsentito a farci viaggiare tranquillamente. O forse no.

Tappa 2: Vienna

Vienna, il suo verde e la sua regalità. Non poteva che essere lei la nostra seconda tappa. Siamo arrivati alle 7.30 di mattina, abbiamo lasciato gli zainoni pesantissimi a casa di Simona, una studentessa tarantina in Erasmus che studia psicoterapia all’università Sigmund Freud. Una ragazza gentilissima e ospitale, sia nel permetterci di restare da lei, sia perché ci ha fatto fare un giro panoramico della città, facendoci scoprire le parti migliori della capitale austriaca. Cosa ci è saltato agli occhi: sicuramente una grandissima differenza con Praga. Da una parte una città “esoterica” e “bella di notte”, dall’altro una città regale, maestosa, luminosa, austera e piena di spazi aperti. Punto centrale della nostra visita non poteva non essere Schönbrunn, meglio nota come la residenza di Sissi e di tutto l’impero asburgico. Emozione incredibile, soprattutto pensando a tutte quelle ragazze che da piccoline sognavano di essere almeno una volta la principessa Sissi. Ma Vienna non è solo questo: vi consigliamo di vedere il Volkstheater, il Museumquartier, la biblioteca nazionale ospitata nel palazzo di Hofburg, dimora imperiale degli Asburgo; Rathaus, Votivkirche, la Wiener Staatsoper, Kärntnerstraße, la via dei negozi; Stephansplatz col suo Duomo, il Prater, il lungofiume sul Danubio e il quartiere Grinzieg, particolarmente caratteristico e da visitare. Notte a Vienna e si riparte la mattina seguente.

Tappa numero 3: Salisburgo

A causa di un piccolo errore di calcolo (e soprattutto ammaliati dal prezzo proposto) abbiamo deciso di alloggiare in un albergo che distava soli 42 km dalla città natale di Mozart. A fare da sfondo a Salisburgo le bellissime vette innevate delle Alpi austriache. Piccola particolarità curiosa: prima di partire dalla stazione, ciascun treno intona una piccola musichetta. Nella bomboniera (perché questo è il soprannome che vogliamo dare a Salisburgo) abbiamo visto: Schloss Mirabell con i suoi giardini, la casa natale di Mozart, il Duomo dei santi Ruperto e Virgilio, i negozietti di Natale (disponibili tutto l’anno), il Festung Hohensalzburg, la fortezza cui si arriva mediante funivia, il convento dei Cappuccini, e il museo Haus des natur. Arrivare alla pensione è stato il vero e proprio viaggio: il nostro albergo si trovava a Straß im Attergau. Cosa fare quindi? La località più vicina al nostro hotel era un paesino di nome Mondsee, sole tremila anime, ma che somigliava tantissimo ad un paradiso terrestre. Tutto immerso nel verde, un grandissimo lago che divideva le colline dalle montagne innevate. Al suo interno tanti cigni che brillavano alla luce del sole. Insomma, non è famosissimo ma vi consigliamo vivamente di visitarlo perché sarà uno di quei posti che non dimenticherete mai in vita vostra. Ovviamente però anche nei paradisi c’è un pizzico di inferno: nessun collegamento per il nostro albergo. Ma la fortuna e la nostra simpatia ci hanno dato una mano: a risolvere la situazione una signora italiana, Lucia, originaria di Brescia che per caso ascoltava i nostri discorsi e le nostre preoccupazioni. Ci ha offerto un passaggio sino alla pensione ed è stato, anche se per poco, un luogo davvero bello per poter alloggiare, dove abbiamo avuto la fortuna di conoscere gente cordiale e socievole, come il responsabile della pensione. Ma anche per questa volta, il nostro stomaco è rimasto abbastanza vuoto: la cucina della pensione chiusa troppo presto e noi arrivati come sempre in estremo ritardo. Ci è sembrato per qualche momento di essere in quei film del far west, dove non c’è praticamente nulla intorno se non le balle di fieno che camminano per strada. Ma da buoni avventurieri ci siamo adattati come sempre: bretzel acquistati in centro, taralli pugliesi e patatine immancabili. Notte trascorsa velocemente e si riparte il giorno dopo (non senza aver salutato nuovamente Mondsee) per Monaco di Baviera.

Tappa numero 4: Monaco di Baviera

Monaco è stata la città della sorpresa; non credevamo potesse essere così. Così bella, così allegra, così gioviale e giovanile. Un solo pomeriggio ci è bastato per poterci innamorare di lei, delle sue tradizioni e soprattutto della sua birra. Non sappiamo perché, ma ci siamo sentiti subito a casa. Un pellegrinaggio a uno dei templi del calcio europeo, l’Allianz Arena e poi un veloce ma ricco giro dal centro (la piazza Karlsplatz e l’arco Karlstor, il Duomo, la chiesa di San Michele, il Rathaus nella bellissima Marienplatz, il Nationaltheater, e la Residenz) e non potevamo non entrare nella Hofbräuhaus, la più antica birreria di Monaco fondata nel 1589, un ambiente enorme, con tanta musica dal vivo (rigorosamente in costume), convivialità, e tutti i camerieri con addosso abiti tipici bavaresi. È davvero impossibile da spiegare, ma in quel posto c’è una tale magia che è impossibile non restarne intrappolati. Subito la noia si trasforma in gioia. Ed è stato proprio qui che abbiamo conosciuto 4 simpatici ragazzi provenienti da Francoforte, ma originari di paesi diversi: Olanda, Germania, Finlandia e Polonia. Nonostante parlassimo tutti lingue diverse, siamo riusciti a capirci alla grande, ci siamo un po’ conosciuti e abbiamo passato una serata indimenticabile. È proprio questo lo spirito del viaggio di cui vi parlavamo all’inizio del nostro racconto. Successivamente c’è stato tempo per far sosta in un altro locale della Monaco by night, dove, giocando (o provando a giocare) a biliardo abbiamo conosciuto altri ragazzi come noi, prima di ripartire, alle 3.30 per Zurigo.

Tappa numero 5: Zurigo

Un cielo cupo e tetro, tanta pioggia e freddo non ci hanno potuto far amare totalmente questa città. Ma non siamo rimasti delusi della sua particolare bellezza. Credo che forse questo viaggio ci ha insegnato ad eliminare un po’ di pregiudizi nei confronti dei Paesi e dei suoi abitanti: in Svizzera, terra pacifica, abbiamo potuto assistere ad una manifestazione di ribelli, in lotta per i diritti dei lavoratori. È stato davvero molto curioso, soprattutto perché abbiamo visto a pochi centimetri da noi volare fumogeni e un frastuono tipico delle grandi città rivoluzionarie. Da notare Fraumünster, il lago di Zurigo, e Grossmünster.

La prossima tappa è stata l’Italia. Ma prima di approdare nella nostra terronia, abbiamo fatto un salto a Milano. Dopo di che, 13 ore di pullman ininterrotte per ritornare a Bari.

Il consiglio che vi diamo è quello di viaggiare ogni volta che potete, anche se pensate di non avere soldi a sufficienza. In totale tra trasporti e alloggi vari abbiamo speso solo 200€. Viaggiate e vivete, conoscete quante più cose possibili e non fatevi mai vincere dalla pigrizia. Se siete giovani, fatelo. È l’età migliore per fare questo tipo di esperienze. Se siete meno giovani, fatelo comunque: vi aiuterà a sentirvi sempre in forma e più vivi.

Il nostro viaggio ovviamente è stato documentato con un servizio. Quindi non lasciate che la curiosità vi abbandoni. E ci vediamo al prossimo viaggio! Vi unite anche voi?

 

 

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Francesca Elicio e Emiliano Fraccica
FRANCESCA ELICIO Determinata, testarda, curiosa e inarrestabile. Con energia da vendere e una voglia di imparare e dare sempre il massimo. EMILIANO FRACCICA Ho sposato questo progetto perché credo nel potere della "penna che uccide più della spada", credo nell'informazione e nella cultura, e credo nella passione comune che io e gli altri redattori, miei amici fidati, condividiamo, la passione del giornalismo, sia esso "comodo" o "scomodo".

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