Cari genitori, e il vaccino ai vostri figli?

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Parlare nel 2017 di vaccini sembrerebbe quasi una barzelletta. Purtroppo però non è così. Anni e anni di ricerche e studi buttati letteralmente all’aria a causa di bufale pseudo-scientifiche che colpiscono l’opinione pubblica. È questo il tragico scenario che si apre dinanzi all’occhio umano. Ma cosa sta accadendo? Molto semplice da descrivere: mentre la scienza e lo studio galoppano, l’uomo regredisce sempre più. Ci si aggrappa alla fatidica “libertà di scelta”. Ma di quale libertà si parla? Non è scegliere se comprare una maglia piuttosto che un pantalone, o un libro piuttosto che un cd. Si tratta semplicemente di avere piena coscienza di conservare tra le proprie mani il bene prezioso di una vita umana, quella di tuo figlio. Anzi no, di centinaia e centinaia di vite umane. Perché il virus si espande e si propaga, fino a colpire tutti, anche chi non può vaccinarsi. Marzo 2017: un ragazzo svizzero muore per contagio da morbillo. Un ragazzo regolarmente vaccinato che contrae la malattia. Come può accadere una cosa simile? Si tende a precisare innanzitutto che l’accaduto non è attribuibile ad un vaccino che non ha funzionato: il ragazzo soffriva di leucemia e quindi il suo sistema immunitario era davvero debole. Contrarre da altre persone un virus non è difficile.

Ma esiste ancora il morbillo?

Certo che esiste. Una malattia che per tempo è stata ritenuta scomparsa e che adesso cavalca l’onda come non mai. Errata corrige: il morbillo non è mai scomparso. È stata la gente, attraverso il vaccino, che ha evitato la sua diffusione. Un vaccino sicuramente aiutato da ottimali condizioni igienico-sanitarie. Attraverso la nuova tendenza a non vaccinare più, il virus ha ripreso a circolare a dismisura, colpendo anche i soggetti che hanno scelto di non vaccinarsi (o che hanno subito la decisione del genitore) in quanto “tendenzialmente sani”. Ma come si può sapere in anticipo che il proprio figlio non avrà mai bisogno del vaccino? Secondo quale criterio ci si può definire pieni conoscitori della scienza?

Le origini delle battaglie anti vaccino

Siamo abituati a parlare di pro e contro in merito all’argomento senza però capire nello specifico di cosa vogliamo discorrere. Jenner e il suo primo vaccino, precisamente contro il vaiolo: una genialata se si pensa che grazie a questo e ad altri fattori, il virus negli anni ’80 è stato completamente eradicato tanto da rendere inutile la vaccinazione antivaiolosa delle nuove generazioni. E allora perché oggi c’è la tendenza a voltare le spalle a questa prevenzione? In Andrew Wakefied troviamo la risposta. Sicuramente i molti che rincorrono l’astio alle tecniche vaccinali conosceranno questa figura; ma non è detto. Wakefied nel 1998 è stato l’autore di una pubblicazione in cui si sosteneva una correlazione tra il vaccino trivalente MPR (morbillo parotite e rosolia) e la comparsa di autismo nei bambini. Studio che ha scaturito un calo netto di vaccinazioni negli anni a seguire in tutto il Regno Unito e che, diffondendosi tramite i mass media, ha sicuramente creato angoscia e miscredenza in quelle che erano state fino a quel momento le certezze date dalla scienza. Una pubblicazione che di scienza ha ben poco: infatti Wakefied non solo è stato radiato dall’albo dei medici ma i suoi studi sono stati dichiarati una vera e propria frode, in senno a più alti interessi economici. Ma le idee radicate, si sa, sono difficili da sradicare. E oggi non si sa neanche più il motivo base per cui non si vaccina più. C’è la convinzione che nella maggior parte dei casi il vaccino si presenti come un nemico che, piuttosto che aiutare, rende la vita del bambino carica di problematiche dovute alla somministrazione del farmaco.

Ma è importante sdoganare questi tabù. Perché, come dice il professor Burioni, “la scienza non è democratica”.  Secondo i dati registrati da NOVA in merito alle cause di problemi infantili, ci troviamo di fronte a qualcosa di davvero strabiliante: 1 bambino su 12 muore in un incidente stradale, 1 su 317 muore per tumore infantile, 1 su 10mila e 500 muore per annegamento in piscina e solo 1 su 1milione ha una reazione allergica grave ad un vaccino. Anche i numeri dei casi di malattie virali si sono notevolmente modificati nel corso degli anni: solo nel 1998, circa 230 casi in una fascia compresa tra gli 1 e i 4 anni venivano colpiti dal virus; la stessa fascia di malati tra il 2007 e il 2008 è diventata praticamente nulla. Stessa cosa verificata anche per la fascia adolescenziale, la più colpita dopo quella infantile.

A questo proposito abbiamo intervistato Roberto Burioni, professore ordinario di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano.

Professore, perché lei sostiene l’importanza del vaccino?Se una cosa cade per terra, non cade per magia o altro. Cade perché c’è una forza di gravità. Quindi si tratta di una cosa effettiva. E questo per dire che non sono io che sostengo l’importanza del vaccino, ma è la SCIENZA che lo afferma. Se la copertura non arriva al 95%, non si può parlare di una opinione personale, ma di effettività. Un esempio a proposito è il Portogallo, in cui vige l’obbligo di vaccinazione. Io, da scienziato, non so perché la gente scelga di non vaccinare. Il mio compito è la divulgazione”. E dopo questi dati, ci può essere un ritorno all’ età del vaccino?Si potrebbe, ma solo perseguendo due vie: la prima è quella di radiare i medici che diffondono bufale. La seconda è la reintroduzione dell’obbligatorietà che ora manca. In Emilia Romagna si pensa addirittura di rendere obbligatoria la vaccinazione prima dell’ingresso del bambino nel mondo scolastico. Non so se la mia campagna pro vaccino abbia i suoi risultati, ma so da scienziato che al momento mi seguono in molti”.

Le regioni italiane sono divise tra chi lotta per l’obbligatorietà e chi ripristina quella libertà di cui sopra. Tra tutti esemplare è il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Il primo cittadino livornese afferma che l’obbligatorietà rappresenti una forzatura insopportabile, addirittura creando la differenza tra bambini di serie A e serie B. “Al momento”, afferma il Sindaco, “non ci sono emergenze sanitarie talmente gravi in Toscana da imporre un provvedimento di questa portata: rendere obbligatori 13 vaccini in un solo anno di vita è semplicemente irragionevole”. Ma fortunatamente l’intera Regione Toscana sembra non pensarla così: per l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, l’obbligatorietà si presenta necessaria per il risultato in quanto ci si trova in una situazione alquanto pericolosa. Il tutto nonostante le proteste dei genitori contrari a portare questa proposta in consiglio regionale. In Lombardia situazione analoga: recuperato l’elenco dei 5mila bambini che risultano scoperti da vaccino di riferimento per l’infanzia. Il tutto al fine di prevenire quelle che sono le incombenze di una situazione attuale difficile da ripristinare. Ma possibile che i governi lottino contro i genitori per la salute dei loro figli?

PIAZZA MONTECITORIO, ROME, ITALY – 2017/03/21: A protester holding a placard during the protest. Piazza Montecitorio a demonstration against the obligation of vaccines for children and for the freedom of choice to vaccinate. (Photo by Andrea Ronchini/Pacific Press/LightRocket via Getty Images)

Non contenti, abbiamo ascoltato anche la dottoressa specialista in pediatria Fausta Trentadue la quale ci ha illuminato circa la tendenza dei genitori negli ultimi anni. “L’importanza dei vaccini risiede nel fatto che essi evitino l’insorgenza di malattie gravi che possono avere conseguenze anche mortali. La diffusione di bufale, poi smentite, ha avuto piena presa su tutti coloro che hanno scelto di perseguire uno stile di vita diverso, tipo diete vegane o cure omeopatiche. Naturalmente, vaccinando meno, c’è un aumento di quelle malattie come la difterite o il morbillo che sembravano essere scomparse. Ma non erano scomparse le malattie, era notevolmente alto il numero dei vaccinati. La riduzione delle malattie ha permesso di credere che non fosse più importante vaccinare. La cosa più sorprendente è constatare che molti genitori fanno causa allo Stato in quanto durante il primo anno di vita del proprio bambino si sviluppano determinate malattie che, casualmente, avvengono nei periodi successivi in cui si è fatto il vaccino. Ma una reazione allergica ad un medicinale si verifica immediatamente dopo la somministrazione, non diversi mesi dopo. Affinchè il virus non circoli più, è importante che si vaccini il 95% della popolazione. Al di sotto di questa fascia, il rischio di contagio è davvero molto alto. Ed è così che vengono a svilupparsi malattie come il morbillo o la pertosse. Ciò che causa tutto questo è una cattiva informazione. Quel potere che i mass media hanno sull’ opinione pubblica. E solo l’opinione pubblica può far sì che questa tendenza si venga a modificare. Innanzitutto c’è bisogno di spiegare le utilità e i vantaggi della vaccinazione; in seguito far capire ai genitori che le case farmaceutiche dai vaccini non ci guadagnano. La diffidenza al vaccino nasce essenzialmente negli stati in cui si gode di benessere. In paesi come l’Africa o l’Afghanistan il vaccino si presenta come un sogno”.

E allora, cari genitori, siete ancora convinti di mettere a rischio la vita dei vostri figli e di tante altre persone solo per 1 possibilità su 1 milione di possibili reazioni allergiche?

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Francesca Elicio
Determinata, testarda, curiosa e inarrestabile. Con energia da vendere e una voglia di imparare e dare sempre il massimo. Questa sono io in pochi aggettivi. Mi chiamo Francesca, ho 22 anni e sono laureata in scienze della comunicazione. Non mi arrendo quasi mai e cerco di cogliere ogni tipo di opportunità mi capiti. Della mia vita ho già deciso quando avevo 3 anni; anno dopo anno, ho capito sempre più che io senza giornalismo e scrittura sarei come Romeo senza la sua Giulietta, oppure come una giornata senza sole, o come il pane senza la nutella. Ho iniziato a scrivere a 16 anni quando annunciai per prima in Italia l'omicidio di un commerciante del paese. A 20 anni mi sono iscritta all’ordine dei giornalisti. E nel frattempo non faccio altro che studiare e specializzarmi, chissà che non riesca a vincere il Pulitzer un giorno. Idoli? Bhe, il mio mito fra tutti è Emiliano Fittipaldi. Sogni nel cassetto? Lavorare insieme a lui, e perché no, superarlo anche. Vi ho detto anche che sono sognatrice?

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