Legge su legittima difesa: risultato di screzi politici o reale salvezza del cittadino?

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Sicuramente molti di voi si saranno chiesti quale fosse il tema dell’editoriale di questo mese. E forse è vero, abbiamo tardato un po’ in cerca di un argomento che davvero potesse scuotere le coscienze. E diciamo che, nell’ultimo mese, sono stati diversi gli eventi elettrizzanti a livello internazionale. Ma per una volta, abbiamo concordato tutti sull’aspetto della legittima difesa. Ebbene, questo tema che ha davvero tanto fatto discutere, merita un approfondimento. E non a caso abbiamo aspettato del tempo, proprio perché uscisse dall’occhio del ciclone e diventasse, a mente fredda, oggetto di una meditata riflessione. Ecco cosa ne pensiamo noi, e soprattutto la domanda è una: voi da che parte state?

Copyright: TPI

Damiano:

“Per me sulla legittima difesa si è montato su un caso pazzesco e immotivato, anzi…forse motivato da sgarbi politico-elettorali. Il testo è molto chiaro e cita quanto segue: si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte OVVERO la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o sulle cose OVVERO con minaccia o con inganno. L’ovvero nel linguaggio giuridico è una locuzione usata come congiunzione disgiuntiva (quindi come se fosse una o congiuntiva), ergo il testo implica che la legittima difesa sia appunto legittima quando l’aggressione avviene di notte, o se vi è un’aggressione dei luoghi o degli oggetti personali (anche di giorno quindi) o se l’aggressione avviene con minaccia o inganno (questo punto appare poco chiaro).
Le polemiche montate su quindi sono sterili, ma a questo punto dobbiamo chiederci: la norma è giusta o rischia di creare una situazione da far west? Se da un lato infatti un ladro o un aggressore ci penserà due volte prima di entrare in una casa o in una attività, dall’altro c’è la possibilità che vengano a crearsi spiacevoli equivoci: pensiamo ad un figlio che magari rientra il Sabato notte abbastanza tardi e faccia rumori: chi mi dice che il padre non inforchi il fucile e lo spari credendolo un ladro sentendosi legittimato a farlo? Ecco, questo è un rischio di cui tener conto. Altro caso aperto è il comma aggiunto all’articolo 59 del codice penale che recita così: “la colpa dell’agente è sempre esclusa quando l’errore è conseguenza del grave turbamento psichico causato dalla persona contro la quale è diretta la reazione posta in essere in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, l’integrità fisica o per la libertà personale o sessuale. Come possiamo misurare il turbamento psichico di un individuo che spara e capire se questa persona era davvero spaventata o tremendamente lucida? Questa legge ha nel complesso diversi coni d’ombra”.

Francesca:

Come già anticipato poco fa da Damiano, la legge sulla legittima difesa non è davvero molto chiara a riguardo. Lo scorso 4 maggio, un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano affermava che: “Approvata dalla Camera la nuova legge sulla legittima difesa che ora passa al Senato. I sì sono stati 225 (Pd, Ap, Civici e innovatori), i no 166 (M5s, Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Sinistra Italiana e Mdp) mentre gli astenuti sono stati 11 (Centro Democratico e Psi).” Bene, il primo step è quindi superato. Ma cosa si cela davvero dietro tutto ciò? Come al solito poco rispetto per il cittadino. Sì, perché credo essenzialmente che la legge sulla legittima difesa sia il risultato del menefreghismo totale per chi riceve l’effetto della legge (poveri comuni mortali) e amor profondo per i propri interessi, per far prevalere la forza di un partito piuttosto che un altro. Parlare di legittima difesa è quanto di più assurdo possa esistere; è come un immagazzinare di emozioni. Chi lo sa cosa avviene davvero nella psiche di chi si trova in una situazione del genere? E può una legge già preannunciare una scelta? Allora mettiamo un caso semplice: io mi trovo in casa un ladro che sta tentando di violentare mia moglie. Prima però di fare qualsiasi movimento mi fermo a pensare: “Cosa dice la legge? E quel comma invece? Aspetta due secondi ladro, il tempo di controllare sulla Costituzione cosa c’è scritto”. Credo fermamente che piuttosto che continuare con queste perdite assurde di tempo e dignità (perché le pagliacciate in seduta non mancano mai) bisogna piuttosto prendere i casi isolati e giudicarli per come si pongono e si presentano.

Ignazio La Russa del gruppo ‘Fratelli d’Italia’ espone uno striscione con la scritta “La difesa è sempre legittima” durante la discussione ed il voto finale sulla modifica dell’articolo 59 del codice penale che riguarda la legittima difesa, Camera dei Deputati, Roma 4 maggio 2017. ANSA/FABIO FRUSTACI

Danilo:

Il concetto di legittima difesa è sempre stato complicato in Italia. È difficile trovare il giusto equilibrio: da un lato bisogna dare sicurezza ai cittadini quindi dar loro magari la possibilità di difendersi in situazioni molto estreme senza poi rischiare oltre al danno anche la beffa; dall’altra bisogna evitare di tornare all’epoca del Far West quindi tutti armati, tutti pronti a far fuoco. Questo è un concetto difficile su cui esprimersi ma su una cosa sono certo: i problemi vanno risolti sempre a monte; quello che sicuramente va cambiato è l’inasprimento delle pene: quando qualcuno decide di entrare in casa tua per rapinarti deve essere a conoscenza che, nel caso in cui venga beccato, non passerà un momento florido: carcere che non è un loft di ricreazione e dove probabilmente buttano pure via anche la chiave.

Anna:

Lungi da me essere faziosa, la difesa personale è un diritto sacrosanto purché sia legittima, infatti il principio di proporzione in nessun caso può essere messo in discussione. La magistratura deve indagare e fare tutti gli accertamenti del caso, perché è così che dovrebbe essere in un paese civile, soprattutto se c’è qualcuno che ha perso la vita. Tuttavia, è paradossale quando la vittima di un furto deve pagare un risarcimento in denaro al ladro nel caso in cui dovesse avergli arrecato danno. Per quanto riguarda la nuova proposta di legge sulla legittima difesa, è assurdo ed impensabile applicare la legge in base all’ora in cui il fatto accade, come se un reato di giorno fosse meno grave di uno compiuto di notte. Non male, invece, la parte in cui si parla dell’assistenza legale a carico dello stato in caso di non punibilità di chi si è difeso, essa prevede anche un erario annuo di 295.200 euro a decorrere dal 2017.

Emiliano:

Il problema della legittima difesa in Italia è altamente delicato: da un lato abbiamo dei cittadini che, da qualche anno, devono combattere contro la crisi, dall’altro, probabilmente, lo stesso. In un Paese che non garantisce la giusta equità sociale e che permette l’aumento del divario tra ricchi e poveri è naturale che si crei terreno fertile per furti, rapine e via dicendo. Il dilemma etico dovrebbe quindi essere a monte. Ma allora chi vede un ladro in casa sua cosa deve fare? Difficile poterlo dire con certezza, ognuno ha il suo modo di reagire di fronte a simili eventi, l’importante è ricordarsi sempre che, fosse anche un rapinatore, prima di tutto è un essere umano, che forse sta messo come noi se non peggio. Ricordiamocelo prima di premere quel grilletto.

 

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