Il punto sulla A: Sussulto d’orgoglio romanista. Miracolo Crotone?

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Lo ammetto, mi sono sbagliato. Avevo pronosticato che la Juventus vincesse lo scudetto a Roma, ma una grandissima prestazione della squadra di Spalletti ha rimandato la festa a Domenica prossima. 3-1 il risultato finale e intendiamoci: il campionato non è riaperto (impensabile che la Juventus non faccia tre punti nelle prossime due partite, anche se altrettanti pareggi potrebbero non bastare visto che gli scontri diretti ora sono a favore dei giallorossi) e la Juventus indubbiamente pensava già a Mercoledì. Ma ciò non toglie nulla alla partita perfetta della Roma, che va sotto e rimonta coi soliti: De Rossi, El Shaarawy e Nainggolan. E’ un peccato che Spalletti vada via: è vero, non è stato oculato nella gestione Totti, ma con Monchi e con questi risultati, andava sicuramente tutelato maggiormente.
La Roma difende il secondo posto da un Napoli sempre più da record. 0-5 contro un Torino non proprio irresistibile, e le lacrime di Belotti sentenziano la pessima prestazione dei granata, non proprio identica a quella palesata nel derby. Gli azzurri si divertono con il trio dei sogni Mertens, Insigne e Callejon, ma De Laurentiis non deve perdere dalle mani il vero oro di Napoli, Maurizio Sarri: bizzarro si, ma che maestro!

In zona Europa League la Lazio decide di concedersi una pausa e capitola 3-2 sul campo della Fiorentina. Francamente cosa si può chiedere di più alla squadra di Inzaghino? Il quarto posto è  in cassaforte, il record di punti in A quasi,(la Lazio vinse lo scudetto con 72 punti ma era il campionato a 18 squadre, basterebbe solo una vittoria nelle prossime due gare) e Mercoledì sera potrà disputare la finale di Coppa Italia per concludere questa meravigliosa stagione con un trofeo. Il mister ha avuto il merito di rilanciare alla grande Baldè Keita, che con 15 gol e a 22 anni, si candida come uomo mercato in Italia e in Europa. Potrebbe però, dati i rapporti idilliaci con il tecnico, rimanere ancora a Roma. I 3 punti fanno molto comodo alla banda di Sousa, che dopo un campionato a dir poco anonimo, fatto eccezione per alcuni acuti (come la vittoria contro la Juventus o in Germania sul Mönchengladbach) torna a sperare nell’Europa, distante solo un punticino.

Punticino che separa la viola dal Milan, che impatta nel derby con l’Atalanta. Il pareggio fa comodo alla Dea, che torna in Europa dopo 26 anni e mette in vetrina qualche pezzo pregiato: Conti per esempio, che realizza il suo ottavo gol in campionato, record per un difensore nei cinque campionati europei più prestigiosi. Gasperini per sua stessa ammissione ha affermato che perderà qualcuno in Estate: Kessiè quasi sicuramente, Conti probabilmente, il Papu Gomez forse. Ma i bergamaschi hanno un serbatoio infinito e qualche milioncino in più vista la qualificazione in Europa potranno spenderlo.
I rossoneri sono crollati con la nuova dirigenza: li salva solamente Deulofeu, che potrebbe rimanere a Milano nonostante il forte pressing del Barcellona, casa sua.
Si elimina dalla corsa l’Inter: nonostante la contestazione i nerazzurri non fanno nulla per far ricredere il proprio pubblico e crollano in casa contro il Sassuolo di un magico Iemmello (occhio perché secondo me sentiremo parlare ancora di questo 25enne la prossima stagione). Molti sono rimasti perplessi dalla scelta della proprietà di esonerare Pioli, io vado controcorrente e la trovo una mossa intelligente: Vecchi è un pupillo della società e tornerà in Primavera, ma l’esonero del tecnico parmigiano è un mettere i calciatori con le spalle contro il muro: la colpa del fallimento tecnico è solo vostra.

Impattano Sampdoria e Chievo al Marassi con i gol di due “bomber” italiani: Quagliarella che ha ritrovato un po’ di serenità e Inglese con un bel destro a incrociare. Mi va di parlare un po’ della Samp: Sala, Pavlovic, Torreira, Linetty, Praet, Fernandes, Schick. Tutta gente giovane e talentuosa, che chiaramente al primo impatto con la A (tranne Sala e Fernandes) hanno avuto bisogno di un periodo di ambientamento. Se Ferrero avrà la capacità e la volontà di non smontare l’intero parco giocatori, questa squadra si candida ad essere la sorpresa della prossima stagione, soprattutto con la guida tecnica di un allenatore emotivo ma in gamba come Marco Giampaolo.
Gente talentuosa ne ha pure il Bologna: il gol di Di Francesco è una delizia per gli occhi, la doppietta di Destro restituisce un po’ di fiducia ad un attaccante che si era un po’ smarrito. E’ vero, come lo stesso Zeman ha ammesso il Pescara ormai è una squadra di ragazzini che va a giocare per fare presenza, ma il talento alla squadra di Donadoni non manca, ed anzi hanno fatto ben meno di quello che potevano fare. Resta anche qui da capire se Verdi e lo stesso Di Francesco rimarranno o lasceranno la città felsinea nella prossima stagione.

Il capitolo salvezza invece si infittisce clamorosamente: non sappiamo onestamente se per colpa dell’Empoli e del Genoa o per merito del Crotone, che vince, incredibilmente, ancora. Opinione personale: la squadra di Juric è quella in questo momento messa peggio. Hanno paura, e la paura fa fare brutti scherzi: nel match perso contro il Palermo non solo hanno regalato il gol a Rispoli (che meriterebbe di rimanere in A, è stato se non altro l’ultimo ad ammainare bandiera) ma non sono riusciti a segnare nonostante i continui regali della difesa rosanero. Solo i due punti di vantaggio sui calabresi e li scontri diretti li tengono ancora in vita (nonostante la miseria di dieci punti nel girone di ritorno).
L’Empoli soffre, viene piegata da un super Farias, riapre la pratica grazie ad un super Zajc ma esce sconfitta da Cagliari. I toscani nonostante questo non sembrano risentire della pressione come i colleghi grifoni: chiaro, la tifoseria non è calorosa e storica come quella genoana, ma anche Martusciello sta vedendo sfumare la salvezza quando pensava di aver dato su dei colpi micidiali con Fiorentina e Milan.
Diciamocelo, il Crotone meriterebbe la permanenza: è la squadra simpatia, sputa sangue in campo, è lo specchio del loro allenatore, un vero gentiluomo. Purtroppo dovranno andare a giocarsela in uno Stadium vestito da sera per la festa scudetto, ma nel calcio l’imponderabile è dietro l’angolo.

Staremo a vedere chi farà compagnia a Palermo e Pescara, ma nel frattempo una cosa è certa: la prossima stagione in luogo di queste potremo contare sul ritorno di una piazza storica come la SPAL. Bentornati!

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Damiano Cosimo Lorusso
Mi chiamo Damiano Lorusso, sono nato a Bari il 28 Gennaio 1992, e sono un laureando in Scienze della Comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro", con una tesi riguardante il ruolo degli ultras nella società italiana contemporanea. Come potete dedurre le mie più grandi passioni sono lo sport e la scrittura, ed è per questo che ho sempre cercato di coniugare le due cose, dapprima collaborando con la testata online "Socialcalcionews.it", e poi con il periodico mensile digitale e cartaceo "NelMese", di proprietà della "Les Flâneurs Edizioni", come redattore di cronaca bianca per la provincia di Bari.

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