Saturday Song – Supermarket Flowers, la dedica speciale di Ed Sheeran

0
98

Nel primo appuntamento con la nostra rubrica settimanale “Saturday Song” andremo ad analizzare “Supermarket Flowers“, forse la più toccante canzone dell’album Divide, successo ormai planetario dell’artista inglese Ed Sheeran. Uscito circa tre settimane fa, infatti, l’album è al primo posto nella classifica vendite in quasi tutto il globo, ha saputo conquistare appassionati e non, con un sapiente mix di vivacità irish e profondità di contenuti e sentimenti.

Sebbene il quinto lavoro di Ed Sheeran abbia definitivamente consacrato il cantautore britannico nell’Olimpo musicale, quest’artista poliedrico partito dal basso, suonando anche agli angoli delle strade per pagarsi le registrazioni, si conferma ancora una volta umile, come dimostrano i 16 pezzi (12 + 4 bonus track) intrisi fino al midollo di riferimenti alla sua infanzia e agli affetti familiari.

Supermarket Flowers va a inserirsi proprio in quest’ultimo filone, una canzone commovente ma allo stesso tempo carica di speranza e della serenità che semplici oggetti della quotidianità possono infondere alle persone colpite da un lutto. E sì, perché Supermarket Flowers è un elogio funebre da brividi.

Nella fase di scrittura del disco la nonna di Ed, madre di sua madre, già molto malata, se n’è andata per sempre, lasciando un vuoto incolmabile nella famiglia Sheeran. Il testo e la musica della canzone quindi sono usciti di getto, a scrivere non era tanto Ed quanto le sue emozioni, i suoi ricordi, la sua voglia di omaggiare la nonna con la cosa che sa fare meglio. Un modo per far sì che sua nonna fosse ancora su questa Terra.

Una canzone molto intima e personale, lo stesso Ed era interdetto, non sapeva se inserirla o meno in Divide, ma proprio suo nonno durante il rito funebre l’ha preso in disparte facendogli capire quanto sarebbe stato importante pubblicare anche quel pezzo.

Andiamo a focalizzare la nostra attenzione su alcune parti del brano:

“I took the supermarket flowers from the windowsill
I threw the day old tea from the cup
Packed up the photo album Matthew had made”

“Ho preso i fiori del supermercato dal davanzale
ho gettato dalla tazzina il tè di un giorno fa,
ho imballato l’album di foto che aveva fatto Matthew”

Nell’introduzione si assiste ad una delle fasi tipiche del lutto, quella di rimuovere ogni oggetto che ci ricordi la persona cara che ci ha lasciato. Non è egoismo, piuttosto una forma insana di protezione verso noi stessi, una voglia di non ricordare ulteriormente il dolore.

“Oh, I’m in pieces, it’s tearing me up, but I know
A heart that’s broke is a heart that’s been loved” 

“Sono a pezzi, tutto questo mi distrugge, ma so che
un cuore che è a pezzi è un cuore che è stato amato”

Ed in sole due frasi ci descrive un altro step del lutto, quello in cui passiamo dallo struggimento morale e fisico per aver perso una persona vicina a noi, alla gioia e alla gratitudine di averla avuta accanto, alla tenerezza che ci infonde il ricordo dell’amore che quella persona provava per noi.

“So I’ll sing Hallelujah
You were an angel in the shape of my mum
When I fell down you’d be there holding me up
Spread your wings as you go
When God takes you back he’ll say, “Hallelujah
You’re home””

“E canterò: “Alleluia!”,
eri un angelo con le sembianze di mia mamma.
Quando cadevo giù tu eri lì, pronta a sorreggermi.
Apri le tue ali e vai,
quando Dio ti riprenderà con sé dirà: “Alleluia, sei a casa”

Il ritornello è un’emozione dopo l’altra: “eri un angelo con le sembianze di mia mamma”, una frase che può sembrare banale, ma è ispirata dalla semplicità e dalla genuinità del profondo affetto; “quando cadevo giù tu eri lì, pronta a sorreggermi”, pensiamo a quante volte i nostri nonni ci hanno raccolto letteralmente dall’asfalto con le ginocchia sbucciate e le lacrime che ci rigavano il viso, o anche metaforicamente, quando avevamo passato una giornata no e loro erano lì, pronti ad ascoltarci e a consigliarci finché non ritrovavamo il sorriso; “quando Dio ti riprenderà con sé dirà “Alleluia, sei a casa””, si passa dall’Alleluia dei parenti a quello di un’entità superiore, si chiude un ciclo in cui la nonna si ricongiunge anche in paradiso con chi la stava aspettando, con chi l’attendeva a casa, con chi sapeva che l’angelo più prezioso che aveva mandato sulla Terra stava per ritornare.

Tutti noi abbiamo un angelo che adesso è lassù, che ci osserva e che ci protegge anche nei periodi bui. Con questa canzone di Ed Sheeran ognuno di noi probabilmente, e anche chi vi sta scrivendo, non ha potuto fare a meno di versare una lacrima.

È proprio questo il fine della musica: emozionare, far ridere, far piangere, far ricordare. E Supermarket Flowers c’è riuscita in pieno.

CONDIVIDI
Articolo precedenteConsip, lo spettro della Prima Repubblica continua a perseguitare gli Italiani
Prossimo articoloBuon 60esimo compleanno Europa! Ma adesso non andare in pensione
Emiliano Fraccica
Il mio nome è Emiliano Fraccica e frequento il C.d.L. in Scienze della Comunicazione a Bari. In realtà sono di Taranto, città piena di problemi sia dovuti all'inquinamento che alla mentalità. Mi definisco una persona curiosa, che cerca di vedere sempre il lato positivo e ridicolo di ogni situazione, e che per questo non si fa scoraggiare quasi mai. Ho sposato questo progetto perché credo nel potere della "penna che uccide più della spada", credo nell'informazione e nella cultura, e credo nella passione comune che io e gli altri redattori, miei amici fidati, condividiamo, la passione del giornalismo, sia esso "comodo" o "scomodo".

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here