Saturday Song – Phillip Phillips, il sentimento che va oltre in “Gone, gone, gone”

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Chi l’ha detto che un amore finisce quando due persone si lasciano? Questo assioma si è ormai radicato nella nostra società, dando per scontato che dopo una separazione la cosa migliore da fare sia ricorrere al buon vecchio “chiodo scaccia chiodo” (o schiaccia? ci sono due scuole di pensiero).

Purtroppo per le persone più sensibili non è così. Amare significa anche mettere in conto che un giorno potrebbe finire tutto, e in quel caso? La Saturday Song di oggi è dedicata a chi ama così tanto da poter affermare che continuerà a farlo anche dopo, a chi è sinceramente e follemente innamorato. La canzone che andremo ad analizzare è “Gone, gone, gone” di Phillip Phillips, giovane cantautore statunitense che ha raggiunto l’apice della notorietà vincendo il famoso talent American Idol. 

Il brano, inserito anche nella colonna sonora di “Amazing Spiderman 2″, è un pezzo acoustic che infonde sicurezza, che vuole rassicurare sulla bontà e sulla forza dei propri sentimenti, ma andiamo a vederne il testo:

“When life leaves you high and dry
I’ll be at your door tonight
If you need help, if you need help
I’ll shut down the city lights,
I’ll lie, cheat, I’ll beg and bribe
To make you well, to make you well”.
“Quando la vita ti pianta in asso
Sarò alla tua porta stanotte
Se hai bisogno di aiuto, se hai bisogno di aiuto
Spegnerò le luci della città
Mentirò, ingannerò, implorerò e corromperò
Per farti stare bene, per farti stare bene”.
“Nella gioia e nel dolore” sentiamo dire nella celebrazione del matrimonio, e in effetti il protagonista della canzone sembra adempiere perfettamente a queste parole: addirittura si dice pronto a “mentire, ingannare, implorare e corrompere”, come a voler dire che una buona causa vale anche dei mezzi poco leciti.
“And I would do it for you, for you
Baby, I’m not moving on
I love you long after you’re gone.
For you, for you.
You would never sleep alone
I love you long after you’re gone
And long after you’re gone, gone, gone”.
“E io lo farei per te, per te
Tesoro, non volterò pagina
Ti amerò anche dopo che te ne sei andata.
Per te, per te.
Non dormiresti mai da sola.
Ti amerò anche dopo che te ne sei andata.
Dopo che te ne sei andata, andata, andata”.
Il ritornello esprime pienamente i sentimenti del protagonista: non solo è pronto a stare vicino alla persona amata anche nelle difficoltà, lui promette di amarla anche dopo che se ne sarà “andata, andata, andata”. Non è facile coltivare un amore, specialmente dopo una separazione, questo dimostra grande forza d’animo e determinazione.
“You’re my back bone,
You’re my cornerstone
You’re my crutch when my legs stop moving
You’re my head start,
You’re my rugged heart
You’re the pulse that I’ve always needed
Like a drum, baby, don’t stop beating
Like a drum, baby, don’t stop beating
Like a drum, baby, don’t stop beating
Like a drum my heart never stops beating”.
“Sei la mia spina dorsale
Sei il mio fondamento
Sei la mia stampella quando le gambe smettono di muoversi
Sei la mia partenza in vantaggio
Sei il mio cuore robusto
Sei il battito di cui ho sempre avuto bisogno
Come una batteria, tesoro, non smettere di battere
Come una batteria, tesoro, non smettere di battere
Come una batteria, tesoro, non smettere di battere
Come una batteria il mio cuore non smette mai di battere”.
Queste parole ci fanno capire l’importanza della persona amata per il protagonista: non è facile dire a qualcuno di essere la propria “spina dorsale”, in molti casi è quasi segno di fragilità dire queste cose, ci si rende vulnerabili, ma al protagonista non importa tanto è forte il suo sentimento. E nonostante certi amori perdurino nel tempo, nonostante spesso la passione ceda il passo all’affetto e alla stima, davanti a quegli occhi, a quei capelli, a quella bocca, il nostro cuore “non smette mai di battere”.
Ecco il link per andare ad ascoltare “Gone, gone, gone” di Phillip Phillips
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Emiliano Fraccica
Il mio nome è Emiliano Fraccica e frequento il C.d.L. in Scienze della Comunicazione a Bari. In realtà sono di Taranto, città piena di problemi sia dovuti all'inquinamento che alla mentalità. Mi definisco una persona curiosa, che cerca di vedere sempre il lato positivo e ridicolo di ogni situazione, e che per questo non si fa scoraggiare quasi mai. Ho sposato questo progetto perché credo nel potere della "penna che uccide più della spada", credo nell'informazione e nella cultura, e credo nella passione comune che io e gli altri redattori, miei amici fidati, condividiamo, la passione del giornalismo, sia esso "comodo" o "scomodo".

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