Saturday Song – “Pezzo di me”: le due facce di una storia finita by Levante e Max Gazzè

0
486

Quando ci lasciamo attraversiamo una vasta gamma di emozioni e sentimenti: la tristezza, la rabbia, il rimpianto, la voglia di andare avanti, la consapevolezza che se n’è andato un pezzo di noi, e tanti altri ancora.

La verità è che è difficile ritornare alla vita di tutti i giorni dopo un simile shock, e spesso si rimane nell’instabilità, nel costante equilibrio tra amore e odio nei confronti dell’altra persona, le vorremmo spaccare la faccia e nello stesso tempo baciare intensamente.

Questo atavico dilemma è raccontato con ironia e disincanto nella Saturday Song di oggi, la recentissima e ballabilissima “Pezzo di me“, brano scritto dalla nuova regina dell’indie italiano, Levante, e contenuto nel suo ultimo album Nel caos di stanze stupefacenti. “Pezzo di me” si fregia anche di un featuring importante, un vate della musica nostrana come Max Gazzè.

Il ritmo è incalzante, non sembra la classica canzone d’addio, e il ritornello entra facilmente in testa come un martello pneumatico. Andiamo ad analizzare il testo:

“Un altro addio
Cadere nell’oblio
Cercarsi per un po’ nel whisky di un bistrot
Dove si va senza un’idea, dove si va domenica
Un giorno in più pensando a chi eri tu
Cercando di capire cosa sono io
Come si fa di lunedì, come si fa se resti qui
Un giorno qualunque mi ricorderò
Di dimenticarti dentro ad un cestino”.

L’ennesimo addio, l’ennesima storia finita male, ed è subito l’alcol che viene in soccorso, provando a far dimenticare la tristezza. I giorni tornano a essere vuoti, la domenica non ha più lo stesso sapore se ci si sveglia in un matrimoniale da soli, con l’altro cuscino intonso. Si cerca di riflettere, di capire cosa non abbia funzionato, di capire in quale modo ciascuno vede le cosementre i giorni continuano a scorrere. Sembra impossibile ma un giorno riusciremo a buttarci tutto alle spalle.

“È martedì, la vita va così 
Un giorno tocchi il cielo e l’altro giù nel cesso
Che sarà un coca e rum
Lo dico qua, non bevo più
Tre giorni e poi è subito il weekend a ricordare noi nel film di via col vento
Me ne infischio, dici a me
Domani è un altro giorno, dico a te”.

La settimana continua, ancora l’alcol sembra la soluzione più ideale, ma quando ti trovi a specchiarti la faccia nell’acqua del water capisci che forse forse hai esagerato. A quanti amici abbiamo retto la testa dopo una delusione d’amore, dopo una rottura, nei primi bicchieri si ritrova un po’ di serenità, andando avanti ci si sente soli a galleggiare in un mare di disperazione e rum. Spesso poi si ripensa ai film visti insieme, all’immedesimarsi nei protagonisti che vivono amori forti e indissolubili, salvo poi capire che in fondo è finita come finì tra Rossella O’Hara e Clark Gable, sull’uscio di una porta, nella nebbia nel cuore.

“Scivola come immergere il sapone
Vuoi darmela a bere la tua vanità
Goccioli charme e non mi va di infradiciarmi l’anima
Tu che ti lagni dei miei pochi impegni in tema di premure e di filosofia
Ma non mi sfiora più un istante
Neanche l’idea di chi tu sia
Un giorno qualunque ti ricorderò
Di dimenticarmi dentro un cestino”.

Nei versi cantati da Max Gazzè sentiamo anche la controparte, colui che ha lasciato, che avrà avuto forse le sue ragioni. Secondo Max è finita perché lei metteva il “sé” davanti al “noi”, spinta dalla sua vanità. Per Max la storia è completamente finita, tanto che nei due versi finali abbiamo un piccolo cambiamento rispetto alla parte precedente della canzone: non più “mi ricorderò di dimenticarti” ma “ti ricorderò di dimenticarmi”, come a dire che ormai te ne devi fare una ragione.

“Tu sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me
Sei un pezzo di me”.

La chiave della canzone sta nel ritornello, in cui sembrano agire le due forze contrapposte dentro di noi: una che sente la mancanza di un amore finito così presto, l’altra che è incazzata nera. Se fossero due persone una leggerebbe “sei un pezzo di me”, vale a dire “mi completi”, “non potrò mai fare a meno di te”, l’altra, forse anche giustamente esclamerebbe “sei proprio un pezzo di merda”.

CONDIVIDI
Articolo precedenteLa Citazione
Prossimo articoloSbriciolata ai frutti di bosco
Emiliano Fraccica
Il mio nome è Emiliano Fraccica e frequento il C.d.L. in Scienze della Comunicazione a Bari. In realtà sono di Taranto, città piena di problemi sia dovuti all'inquinamento che alla mentalità. Mi definisco una persona curiosa, che cerca di vedere sempre il lato positivo e ridicolo di ogni situazione, e che per questo non si fa scoraggiare quasi mai. Ho sposato questo progetto perché credo nel potere della "penna che uccide più della spada", credo nell'informazione e nella cultura, e credo nella passione comune che io e gli altri redattori, miei amici fidati, condividiamo, la passione del giornalismo, sia esso "comodo" o "scomodo".

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here