L’altalena politica: maggioranza possibile solo con un’alleanza contronatura

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INTENZIONI DI VOTO PER LA CAMERA DEI DEPUTATI

MOVIMENTO 5 STELLE  30,5% -0,1%
PARTITO DEMOCRATICO 26,6%  -0,4%
LEGA NORD  12,7% +0,4% 
FORZA ITALIA  12,4% +0,4%
FRATELLI D’ITALIA  4,9% +0,2%
DEMOCRATICI E PROGRESSISTI 3,7%  +0,1%
ALTERNATIVA POPOLARE  2,9% -0,2% 
SINISTRA ITALIANA 1,7%  ==
Altre formazioni  4,6% -0,4%

FONTE: Emg Acqua per TgLA7

 

Giorgia Meloni, Beppe Grillo e Matteo Salvini (Fonte: Tiscali)

Habemus Maggioranza? Forse sì, ma molto probabilmente no. Se dovessimo prendere per buona l’ipotesi lanciata meno di tre mesi fa dal giornalista Tommaso Ciriaco allora potremmo dire che, anche votando oggi, un governo potrebbe nascere. Ma questo parrebbe un periodo ipotetico del terzo tipo, considerando l’alleanza che la firma di Repubblica non aveva escluso tra il Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Fratelli d’Italia. I tre soggetti, se uniti, raggiungerebbero i 322 seggi alla Camera (solo sei in più rispetto alla metà più uno). Il calcolo non tiene però in considerazione il fisiologico effetto boomerang che un’alleanza del genere potrebbe provocare specialmente ai danni dei pentastellati, da sempre allergici alle intese – larghe o strette che siano -, almeno sino ad ora. Forse ingannato dai continui ammiccamenti di Salvini ai parlamentari di Grillo o dagli endorsement anti-Pd del segretario del Carroccio alle ultime amministrative, Ciriaco potrebbe aver intravisto tra i due leader uno spiraglio d’intesa per garantirsi l’ingresso a Palazzo Chigi. Nonostante tutto, le forze politiche in questione, al momento smentiscono questo singolare sodalizio.

 

Silvio Berlusconi allatta Fiocco di Neve (Fonte: L’unione sarda)

A onor del vero un’altra maggioranza potrebbe configurarsi, qualora i relativi partiti dilatassero il proprio consenso. Stiamo parlando di una coalizione trasversale, sempre al’insegna delle larghe intese (sonoramente bocciate dagli Italiani alle ultime Politiche). Il riferimento è al Partito Democratico, che potrebbe confermare la volontà di proseguire l’avventura di governo assieme agli alfaniani di Alternativa Popolare e, come ai vecchi tempi, ai berlusconiani di Forza Italia. Anche questa soluzione risulta assai improbabile, considerato il quasi impossibile ritorno di fiamma tra Silvio Berlusconi ed Angelino Alfano, specie dopo le parole proferite dal titolare del Viminale durante il congresso fondativo del suo nuovo gruppo, segnando così un’insanabile rottura con la destra sorta nel Paese. Si tratterebbe, in tal caso, di un tuffo nel passato, un rimando alla Parabola del Figliol Prodigo. Circostanza che confermerebbe l’impossibilità di una pace tra i due. Infatti, mentre nella narrazione cristiana il padre dispone il sacrificio del vitello più grosso per festeggiare il lieto evento, proprio in questi giorni il leader di Forza Italia ha aderito alla campagna animalista contro la mattanza pasquale dei piccoli ovini. Così Berlusconi rilancia la sua immagine, che lo vede intento ad allattare uno dei cinque agnellini salvati dal prossimo pranzo domenicale.

 

Il Pd, invece, non può che restare deluso a causa degli ulteriori 0,4 punti percentuali persi, nonostante l’ottimismo che, nell’arco della settimana appena trascorsa, aveva addirittura portato ad ipotizzare una crescita nei sondaggi. Niente da fare. Il futuro “partito di Renzi” si attesta al 26,6%, ma deve ancora fare i conti con l’esito delle Primarie del prossimo 30 aprile. In casa 5 Stelle si perde uno 0,1% e si continua a resistere a quota 30,5%. Si tiene duro anche dopo la sentenza del Tribunale di Genova, che ha accolto il ricorso della candidata sindaco Marika Cassimatis contro la sua espulsione ad opera di Beppe Grillo, dopo aver vinto le Comunarie.

Per quanto concerne i partiti rimasti alla porta per il mancato superamento della soglia di sbarramento, questa settimana a Sinistra Italiana (1,7%) si unisce Alternativa Popolare (2,9%), unico partito di centrodestra in calo dopo aver perso lo 0,2% dei consensi rispetto alla scorsa settimana. Il Campo Progressista di Pisapia, invece, è temporaneamente scomparso dai radar.

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Cesare Zampa
La passione per il giornalismo è una “patologia” che mi accompagna sin da bambino e, all’interno di questo progetto, ho la possibilità di coniugarla al tema che seguo con maggior interesse: la politica. Conscio della difficoltà di orientamento nella sempre più complessa geografia politica italiana, ho scelto di cimentarmi in questo settore perché spronato dall’autoreferenzialità delle maggiori testate giornalistiche, convinto dell’esigenza di un punto di vista “depurato” dalle solite logiche partitiche ed economiche. Dopo alcuni anni trascorsi all’interno delle redazioni locali, televisive e della carta stampata, dal 27 agosto 2012 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Puglia (nell’elenco “Pubblicisti”) e adesso sono fiero di vivere, assieme ad alcuni amici e colleghi universitari, quest’altra esperienza di “AltraVoce” con l’auspicio di poter crescere assieme a tutti i nostri lettori.

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