L’altalena politica: con il tripolarismo l’Italia è ingovernabile

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INTENZIONI DI VOTO PER LA CAMERA DEI DEPUTATI

MOVIMENTO 5 STELLE  30,6% +0,3% 
PARTITO DEMOCRATICO 27%  +0,1% 
LEGA NORD  12,3% +0,4% 
FORZA ITALIA  12% +0,1%
FRATELLI D’ITALIA  4,7% -0,2%
DEMOCRATICI E PROGRESSISTI 3,6%  -0,4% 
ALTERNATIVA POPOLARE  3,1% -0,3% 
SINISTRA ITALIANA 1,7%  ==
CAMPO PROGRESSISTA  0,9% -0,1%
Altre formazioni  4,1%  +0,1%

FONTE: Emg Acqua per TgLA7

Se è vero che le dinamiche politiche nazionali condizionano lo status politico delle realtà locali, allora per le Amministrative del prossimo 11 giugno non è difficile prevedere ballottaggi a cascata. Lo scenario che il sondaggio di Emg Acqua disegna, in previsione delle consultazioni Politiche, non lascia spazio ad interpretazioni: in Italia il tripolarismo è ormai realtà.

Fonte: La Stampa

Il gruppo che al momento gode di maggior consenso è il Movimento 5 Stelle, che bene ha retto al caso “Cassimatis” a Genova, ormai proiettato al 31% (quasi un terzo degli elettori). Nonostante la costante crescita di decimale in decimale, per i pentastellati resta ancora lontano l’obiettivo della governabilità autonoma, senza alleanze, che la prima forza di opposizione potrebbe garantirsi con il premio di maggioranza, superando la soglia del 40%. Chi, oggi, dovesse chiedere ad un loro esponente “Con chi vi alleerete?”, si sentirebbe rispondere così: “Con chi è disposto a condividere il nostro programma”. Quindi tutti o nessuno.

 

Fonte: Pd Monza

Il secondo blocco potrebbe essere rappresentato dalle forze di centrosinistra, qualora Pd, Mdp, Sinistra Italiana e Campo Progressista decidessero di fare fronte comune, condizione tutt’altro che scontata. In questo caso, il dato si attesterebbe a poco più del 33% (praticamente un terzo degli elettori).  Ma il destino del Pd, in termini di consensi, dipenderà anche dall’esito delle primarie del prossimo 30 aprile, che, salvo sorprese, dovrebbe vedere la riconferma di Renzi alla guida del partito. Il sondaggio di Masia, infatti, stando alle attuali intenzioni di voto, attribuisce all’ex premier e segretario dimissionario il 67,6% dei consensi, contro il 19% del guardasigilli Orlando e il 13,4% del governatore pugliese Emiliano. In tal caso, che ne sarà del 27% dei consensi attualmente detenuto dal Pd? Chi vivrà vedrà.

Fonte: affaritaliani.it

Il centrodestra completa il puzzle tripolare. Niente di eccezionale per quanto riguarda i singoli partiti, soprattutto per l’Area Popolare di Alfano che, dopo l’entusiasmo per il superamento della soglia di sbarramento (3%), questa settimana smette di sognare e torna a correre sul filo del rasoio. Ma Ap non intende, almeno per il momento, allearsi con i vecchi compagni di viaggio e, pur confermando la stessa collocazione politica del fu Ncd, lo stesso ministro degli Esteri si è detto lontano dalla nuova destra anti-europeista venutasi a creare anche in Italia. Del resto, l’eliminazione della parola “destra” dal nome e dal simbolo del nuovo soggetto politico lo mettono al riparo dagli imbarazzi derivanti da un eventuale governo di coalizione con il Pd. Sta di fatto che senza Alfano il centrodestra “quasi unito” raggiungerebbe il 29%, ignorando quel 32,1% che otterrebbe inglobandolo.

A fare da ago della bilancia delle prossime Politiche potrebbero essere proprio gli indecisi, oggi pari al 16,5% degli elettori ed in calo dello 0,7% rispetto alla scorsa settimana. Anche chi dichiara di volersi astenere, annoverandosi in quella fascia di elettorato pari al 39,8%, potrebbe avere una funzione determinante se, all’ultimo, decidesse di recarsi alle urne. E, in un Paese dove si vince per lo “zero virgola…” non è da sottovalutare nemmeno quel 2,1% intenzionato a votare scheda bianca. Tante ipotesi e poche certezze, tranne una: ancora una volta, nonostante le possibili combinazioni, nessuna alleanza riesce a garantire la governabilità dell’Italia.

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Cesare Zampa
La passione per il giornalismo è una “patologia” che mi accompagna sin da bambino e, all’interno di questo progetto, ho la possibilità di coniugarla al tema che seguo con maggior interesse: la politica. Conscio della difficoltà di orientamento nella sempre più complessa geografia politica italiana, ho scelto di cimentarmi in questo settore perché spronato dall’autoreferenzialità delle maggiori testate giornalistiche, convinto dell’esigenza di un punto di vista “depurato” dalle solite logiche partitiche ed economiche. Dopo alcuni anni trascorsi all’interno delle redazioni locali, televisive e della carta stampata, dal 27 agosto 2012 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Puglia (nell’elenco “Pubblicisti”) e adesso sono fiero di vivere, assieme ad alcuni amici e colleghi universitari, quest’altra esperienza di “AltraVoce” con l’auspicio di poter crescere assieme a tutti i nostri lettori.

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