Qualcuno spieghi a Grillo cos’è la democrazia!

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Grillo&Cassimatis - "C'eravamo tanto amati" (Fonte: AGI)

Partito Democratico e Movimento 5Stelle si scambiano cortesie. Non c’è altra spiegazione logica per giustificare l’atteggiamento del leader di un movimento che, nonostante i ripetuti scivoloni degli avversari dem, decide a sua volta di prendere una bella cantonata, col rischio di trascinare nel baratro tutti gli esponenti al lavoro – soprattutto impegnati in tour elettorali – in vista delle prossime Amministrative. L’intenzione dei grillini è anche quella di raggiungere il tanto agognato 40% dei consensi alle Politiche, per poter ambire al premio di maggioranza alla Camera e sperare, in questo modo, nella governabilità del Paese. Tuttavia, la sindrome della “buccia di banana” può costare cara ad entrambi i gruppi, specie alla luce degli ultimi sondaggi, secondo i quali le due formazioni politiche più suffragate si distanzierebbero per 1,4 punti percentuali. Le ripetute figuracce altro non fanno che respingere i voti verso la terza ed ultima alternativa rimasta: il centrodestra. E Berlusconi, dopo il precedente creato al Senato con il voto su Minzolini, non è escluso che decida riaffilare i coltelli, resuscitando per l’ennesima volta (tanto si sa che Lazzaro gli fa una pippa!).

Genova, Marika Cassimatis (Fonte: Il Secolo XIX)

Così, mentre il Pd ce la sta mettendo davvero tutta per far crollare il consenso e traghettare le sempre più numerose anime scontente verso la compagine pentastellata, Beppe Grillo decide di mollare un calcio da maestro alla democrazia, annullando l’esito delle Comunarie di Genova, tenutesi martedì 14 marzo. Motivo? Avevano prodotto, a sorpresa, la vittoria di Marika Cassimatis, la candidata meno auspicata dal garante dei 5Stelle, che invece preferiva il tenore Luca Pirondini, adesso proiettato alla candidatura in vista delle consultazioni dell’11 giugno prossimo. Nonostante la vittoria della prima per 362 preferenze online contro le 338 dell’avversario, tre giorni dopo Grillo ha pubblicato sul suo blog il post con cui sconfessava quella che gli elettori avevano designato come candidata sindaco del M5S, adducendo motivazioni che, sinceramente, proprio non brillano per consistenza. Ma leggiamo insieme:

Beppe Grillo

«Dopo l’esito delle votazioni di martedì – scrive il garante nella nota –, mi è stato segnalato, con tanto di documentazione, che molti, non tutti, dei 28 componenti di questa lista, incluso la candidata sindaco, hanno tenuto comportamenti contrari ai principi del MoVimento 5 Stelle prima, durante e dopo le selezioni online del 14 marzo 2017». Stop. Dunque molti componenti della lista avrebbero tenuto un comportamento contrario ai principi del Movimento “prima, durante e dopo le selezioni online”. Possibile che nessuno se ne sia accorto per tempo, avvertendo Grillo prima (né durante né dopo) delle selezioni online? In questo modo si sarebbe potuto aprire un dibattito interno, magari scornarsi, scindersi da alcuni attivisti e procedere regolarmente con la consultazione telematica, senza incappare nella figuraccia del “dittatore” che annulla un voto solo perché chi ha vinto non gli piace. Perché, checché se ne dica, l’immagine che passa è proprio questa. D’altro canto, chi ci assicura che Grillo, tempestivamente informato di questi “comportamenti contrari”, non abbia deciso di far passare in sordina il suo malumore, perché convinto della vittoria, evidentemente non così scontata, di Pirondini? Si sa che ogni minimo starnuto dei 5Stelle finisce sempre sulle prime pagine dei giornali filogovernativi e quindi è possibile che si sia cercato di nascondere il mal di pancia del leader, onde evitare di suggerire i soliti titoloni ad effetto. Ma in questo caso la toppa sarebbe peggio del buco. Inoltre, sarebbe il caso di rendere noto quel “tanto di documentazione” utile a provare le colpe di Cassimatis&Co, al fine di capire se la gravità delle azioni compiute possa giustificare o meno la drastica decisione, naturalmente irrevocabile.

Luca Pirondini (Fonte: Repubblica)

Nel post, poi, si spiega che molti componenti della lista bocciata avrebbero «ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti». Va bene prendere le distanze da chi dileggia e denigra, ma non da chi attacca, specie se sulla base di concrete motivazioni (prassi piuttosto comune nella dialettica politica, anche all’interno delle stesse forze). Inoltre bisognerebbe spiegare a Grillo che nella nostra Costituzione – quella che anche lui ha giustamente difeso da Renzi -, vige ancora la libertà di espressione (Art. 21), perciò sarebbe aberrante escludere una candidata da un gruppo politico per aver semplicemente detto o scritto “Son d’accordo con Tizio”, anche se Tizio ti sta sulle palle. Un simile atteggiamento tutto farebbe fuorché danneggiare l’immagine di un Movimento. Anzi…

In qualità di garante, Beppe Grillo giustifica il suo pugno duro con l’esigenza di non poter «candidare persone su cui non siamo sicuri al 100%» – facendole però partecipare liberamente alle primarie, salvo poi la facoltà di ritirar loro il simbolo – e ribadisce che «nella pagina di accettazione della candidatura per i candidati alle comunarie di Genova era stabilito che: “Il Garante del MoVimento 5 Stelle si riserva il diritto di escludere dalla candidatura, in ogni momento e fino alla presentazione della lista presso gli uffici del Comune di Genova, soggetti che non siano ritenuti in grado di rappresentare i valori del MoVimento 5 Stelle“». Quindi l’ultima parola spetta a Grillo, che potrebbe anche commettere abusi o errori senza che nessuno gli si possa opporre. Purtroppo però nella società civile le regole servono ad arginare il libero arbitrio, anche del controllore, che, in questo caso, non è controllato da nessuno.

Beppe Grillo e Alessandro Di Battista (Fonte: LaPresse)

Inevitabili le conseguenze. Un’ottantina di attivisti genovesi si prepara ad abbandonare il Movimento, mentre Marika Cassimatis ha querelato per diffamazione Grillo (per i contenuti del post) e Alessandro Di Battista (per alcune dichiarazioni rilasciate sulla vicenda). L’ex candidata, inoltre, intende presentare un ricorso in tribunale per chiedere la sospensiva del voto online e il reintegro. Grillo, dal canto suo, ha esortato gli scettici ad avere fiducia in lui ed ha incassato l’ok della rete per la presentazione della lista a sostegno della candidatura a sindaco dello sconfitto Pirondini. Rivolgendosi alla sua base, sempre nel post della discordia, ha infatti scritto: «Rimetto a tutti gli iscritti certificati del MoVimento 5 Stelle la decisione se non presentare nessuna lista per le elezioni comunali di Genova o se presentare la lista, arrivata seconda per un distacco di pochi voti, con Luca Pirondini candidato sindaco. Non lasciamo la mia Genova senza questa possibilità». Giusto. Lasciamola pure senza democrazia.

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Cesare Zampa
La passione per il giornalismo è una “patologia” che mi accompagna sin da bambino e, all’interno di questo progetto, ho la possibilità di coniugarla al tema che seguo con maggior interesse: la politica. Conscio della difficoltà di orientamento nella sempre più complessa geografia politica italiana, ho scelto di cimentarmi in questo settore perché spronato dall’autoreferenzialità delle maggiori testate giornalistiche, convinto dell’esigenza di un punto di vista “depurato” dalle solite logiche partitiche ed economiche. Dopo alcuni anni trascorsi all’interno delle redazioni locali, televisive e della carta stampata, dal 27 agosto 2012 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Puglia (nell’elenco “Pubblicisti”) e adesso sono fiero di vivere, assieme ad alcuni amici e colleghi universitari, quest’altra esperienza di “AltraVoce” con l’auspicio di poter crescere assieme a tutti i nostri lettori.

2 Commenti

  1. e no! certe letture posso (purtroppo) aspettarmele dalla/sulla carta (igienica) stampata filogovernativa ma nn qui!! zampa… hai gli artigli spuntati!!! raga… il m5s nn è la panacea di ‘stocazzo! il m5s e x estensione lo stesso grillo (e/o viceversa) ne fanno pure di peggio… tipo rocco casalino a capo della comunicazione!! scherzi (ma nn troppo…) a parte, se grillo sbaglia a genova ci vorrà poco alla cassimatis e ai suoi x riorganizzarsi in una nuova lista e vincere le elezioni!!! la conoscete la storia di renato accorinti, sindaco di messina in carica dal 2013?

  2. Ho letto di parecchie sue battaglie, anche piuttosto estreme, per diverse cause ambientali, sociali e culturali. Ma cosa c’entra con una candidata alle primarie fatta fuori all’indomani della sua vittoria?

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