Vi presentiamo “Le nostre Voci”

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Perché nasce AltraVoce. Spiegare il perché di un determinato progetto, giusto? Solitamente si inizia così un articolo di presentazione. Bene, sappiate che non ho voglia di fare niente di tutto ciò. Basta con le cose già  dettate, scritte, programmate. E se proprio lo volete sapere, AltraVoce nasce da un messaggio vocale su WhatsApp. Delusi vero? Be’, mi hanno insegnato che spesso i migliori progetti nascono da cose strambe. E noi forse un po’ lo siamo. Sei ragazzi diversi tra loro, molto simili ad altri, con sogni, valori e ideali. Forse una cosa ci accomuna e ci rende diversi. La presunzione di parlare. E non di parlare a vuoto, no. In un mondo così pieno di dogmi e tabù, dove l’immagine e l’apparenza ti prendono e ti racchiudono in un vortice incredibilmente feroce e violento, c’è bisogno di sviluppare un proprio pensiero critico. Annullarsi da tutto e da tutti e comprendere il perché di ogni cosa, la sua origine e le sue radici. Sviluppare il silenzio, la scrittura e il pensiero. E amalgamare questi ingredienti tramite la parola. Sì, un silenzio che si fa parola. Una dicotomia incredibilmente assurda, ma così intensa e reale. Ebbene, questo è AltraVoce. Una voce diversa dalle copie già sentite. Preferiamo il bricolage alla fotocopia. Una voce forse non giusta, lo ammettiamo e vi chiediamo scusa in anticipo, ma che nasce dopo una riflessione critica e consumata fino all’osso. Una voce altra che diventa “alta” perché si spera di arrivare a quanta più gente possibile e soprattutto che spera di crescere e migliorare insieme a voi e ai vostri pensieri critici.

Siamo solo all’inizio è vero, e ci auguriamo di incrementare sempre più tra nozioni e conoscenze. Al momento abbiamo deciso di occuparci di alcune delle tematiche più salienti che ci riguardano ogni giorno. Cesare tratterà essenzialmente la politica, i meccanismi che si celano ogni giorno in tutto ciò che vediamo. Damiano si occuperà di sport a 360°, mostrandovi ciò che c’è in superficie e in profondità. Emiliano, il nostro artista, è il responsabile dell’arte e della cultura. Non mancheranno riferimenti letterari sparsi per le diverse rubriche. Danilo si occuperà di tecnologia. Annamaria invece sarà il personaggio jolly, essenziale nella comunicazione con voi lettori. Il suo scopo sarà elaborare un pensiero riguardo un dato argomento e proporlo a voi, creando una sorta di forum virtuale.

Ci sono io che mi occuperò del sociale. Perché ho scelto questa rubrica? Per un semplice motivo: mi sento, come umano, in parte responsabile dello squallore che la vita offre ogni giorno. Razzismo, prostituzione, dipendenze, malattie, influenze di ogni genere dell’uomo. E troppo spesso si usano parole fatte, già conosciute e lasciate morire lì, perché tanto queste cose ci sono e non potranno mai andare via. No, non ci sto. Non ci sto a tacere o parlare a vanvera. La superficie non fa per me assolutamente. E per questo ho chiesto aiuto ad esperti del settore, che sapranno sicuramente dare un degno contributo alla nostra ricerca e soprattutto al nostro pensiero critico. Ho sempre detto che se non avessi deciso di vivere di scrittura ed informazione avrei fatto la poliziotta, proprio per quel senso di giustizia e verità che oggi come oggi abbiamo paura a ricercare. Però in un mondo sempre più dominato dalla macchina, forse l’unica cosa che ci rende “umani” è proprio questo senso di impotenza di fronte alla situazioni più disparate. Il mio invito è un ritorno all’umanità.

Ma adesso passo la parola a Cesare. Perché la politica? «La politica. Bella gatta da pelare, eh? Già. Non sarà semplice riuscire a concepirla, talvolta risulterà parecchio ardua la possibilità di interpretarla per poi riproporla in salsa genuinamente critica. Specie in un’epoca in cui i vecchi concetti di “destra” e “sinistra” tendono sempre più a scomparire, a diventare un ricordo nella mente dei più nostalgici, sia dell’una che dell’altra corrente. Ormai l’unico motore che aziona il meccanismo delle alleanze partitiche, e delle relative azioni in ambito legislativo, nella stragrande maggioranza dei casi, è alimentato unicamente dall’opportunismo dei singoli attori politici. Ed ecco che si assiste alla nascita di coalizioni contronatura, in cui si evidenzia la crisi identitaria che ha colpito trasversalmente centrodestra e centrosinistra, alimentando la nascita dei movimenti antisistema. Il tutto mentre gli organi d’informazione, già messi in ginocchio dal calo degli investimenti pubblicitari e dei lettori, decidono di genuflettersi ulteriormente al cospetto del “potente di turno” che li mantiene in vita attraverso i finanziamenti pubblici. Finanziamenti dall’effetto allucinogeno che inducono ad uno stravolgimento della realtà talmente consolidato da non stupire più nessuno, da rendere gli stessi operatori dell’informazione incapaci di scindere il mero pettegolezzo dal vero scandalo. Il punto è: puoi sentirti davvero libero di criticare quella persona che, anche se indirettamente, contribuisce a pagarti lo stipendio? Questo è il motivo principale che mi ha spinto a far sentire un’ALT(r)AVOCE. La volontà di tornare a pensare alla figura del giornalista come a quel “cane da guardia” del potere, in perfetto stile americano, invece di arrendermi a quella del mansueto “barboncino”, a cui la prassi italiana rischia di abituarci».

Lo sport invece? «Mi sono “tuffato” – afferma Damiano – con grande impegno e professionalità in questo progetto ambizioso nato con alcuni miei colleghi universitari.Nello specifico mi occuperò, senza tralasciare gli altri campi, della rubrica sportiva. Mi sono avvicinato allo sport sin da piccolo, all’età di circa cinque anni, grazie alla perseveranza di mio padre che mi sottoponeva alla lettura di almanacchi sportivi. Da allora è stato amore a prima vista! Non mi sono più perso nessun evento che non fosse degno di copertura mediatica.Per me lo sport non è solo un gioco, ma anche e soprattutto un’occasione di riscatto sociale per chi si sente un emarginato. Chiaramente, come indica il titolo del sito, il mio obiettivo non è quello di servirvi una sterile cronaca di quello che è successo nei maggiori appuntamenti sportivi, ma soprattutto quello di fornire degli spunti di riflessione e, perché no,”di dibattito con voi lettori, senza essere “politically correct” e senza peli sulla lingua, e quello di analizzare tutto ciò che ruota a 360 gradi intorno al mondo sportivo. Non mi resta che augurarvi buona lettura».

Per Emiliano è importate l’arte e la cultura: «Curerò gli articoli destinati all’ambito artistico/letterario/culturale perché sono un vero appassionato di tutto ciò che è poesia, musica, arte, e il mio compito sarà quello di dare un’AltraVoce a un mondo sensibile e pieno di sentimenti come questo. Un mondo in cui spero di introdurvi ed entusiasmarvi.Sarà un viaggio che attraverserà: il passato, con una rivalutazione delle forme artistiche più famose nella storia; il presente, con una critica delle tecniche e delle espressioni più attuali; il futuro, cercando di capire quale sarà l’arte dei prossimi anni. Ci saranno anche diverse rubriche, come la Lettura del Mese, e la Saturday Song, e in generale tante curiosità, aneddoti, introspezioni e interviste»

«Ho scelto di occuparmi di tecnologia- continua Danilo-  in quanto ne sono affascinato e non perdo occasione per smanettare con le nuove trovate del mercato. Il mio obiettivo non sarà quello di recensire prodotti ma offrire chiavi di lettura in una prospettiva più ampia,  laddove è possibile, oltre che farvi conoscere le mie opinioni sull’argomento».

C’è Anna con la sua rubrica “Spazio ai lettori”. Nello specifico, Anna sarà la mediatrice che filtrerà i vostri dubbi o consensi e rendendovi protagonisti. Abbiamo bisogno anche della vostra voce. «Ho deciso di iniziare questa nuova esperienza per avere la possibilità di esprimere le mie idee e di confrontarmi, non solo con i miei colleghi, ma soprattutto con voi!»

In ultimo, ma non per importanza, Nicolò. Su Nicolò ho deciso di esprimere un paio di parole. È semplicemente un genio. In poco tempo ha saputo capire i nostri desideri e trasformarli in linguaggio HTML. Ha sopportato le nostre scazzottature, ha compreso le reali difficoltà, ha impiegato giorno e notte per un progetto in cui lo abbiamo semplicemente catapultato senza che se ne accorgesse. A lui va il nostro plauso più grande. A lui vanno le nostre scuse e la nostra speranza che ci accompagni sempre in questo percorso. Si tratta di un genio, un fottuto genio, pieno di umiltà e buonumore. NICO, GRAZIE.

E grazie a voi tutti, in anticipo, che dedicherete 5 minuti del vostro tempo per leggerci. Sapremo ripagarvi nel migliore dei modi. PROMESSO.

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