La Lettura Consigliata – “Qualcosa di vero”, quando i mostri delle fiabe si fanno reali

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Primo appuntamento con la nostra nuova rubrica “La Lettura Consigliata”, dove, ogni mese, sapremo offrirvi un buon libro da leggere, magari quando tornerete da lavoro e sarete troppo stanchi per alzarvi dal divano.

In questo mese d’Aprile la nostra lettura consigliata è “Qualcosa di vero” di Barbara Fiorio, libro del 2015 pubblicato da Feltrinelli.

La storia si intreccia sulle vicende di due donne molto diverse tra loro: una è Giulia, pubblicitaria a tempo pieno, barcamenata tra spot su prodotti surgelati e slogan per lubrificanti sessuali, troppo indaffarata nel suo lavoro per avere una relazione degna di questo nome; l’altra è Rebecca, bambina “di quasi nove anni” come ci tiene sempre a sottolineare, costretta a rimanere sola a casa fino a notte inoltrata, a causa dei turni di sua madre.

Fra Giulia e Rebecca nasce un’amicizia profonda, consolidata dalle “storie della buonanotte” che la prima si ritrova a raccontare spesso, e che hanno per protagoniste le principesse della tradizione, Cenerentola, Biancaneve, la Bella Addormentata. Giulia però non racconta mai le versioni dolcificate, disneyane, bensì quelle originali di Andersen e dei Grimm, molto più splatter, spiegando a Rebecca che la realtà non sempre è “come in una favola”, ma che a volte è spietata e crudele.

Così come sono spietate e crudeli le bambine della “Gilda del Cerchietto”, un gruppetto snob di fanciulline capeggiate da Fiorenza, che perseguitano e deridono Rebecca perché racconta, a loro dire, solo sciocchezze, le fiabe vere finiscono sempre con “e vissero per sempre felici e contenti”.

Finché, dalle fiabe cruente alla cruente realtà, un mostro uscirà dal mondo fantastico per tornare a spaventare nel mondo vero, tornerà a spaventare Rebecca, a preoccupare Giulia, a fare il cattivo che va annientato, ma ovviamente non vi spoilero nulla.

Barbara Florio in questo libro pieno di tenerezza, ma anche di realismo, ha un intento ben preciso: metterci in guardia dalla finzione spasmodica, che sia una fiaba, una pubblicità ingannatoria, o una virtualizzazione imperante della nostra società, perché la realtà è ben altro, la realtà se ne frega e non guarda in faccia nessuno.

Questo però non significa non sognare. Chi non sogna non può sconfiggere mostri e draghi, chi non sogna non può immaginare un futuro migliore.

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Emiliano Fraccica
Il mio nome è Emiliano Fraccica e frequento il C.d.L. in Scienze della Comunicazione a Bari. In realtà sono di Taranto, città piena di problemi sia dovuti all'inquinamento che alla mentalità. Mi definisco una persona curiosa, che cerca di vedere sempre il lato positivo e ridicolo di ogni situazione, e che per questo non si fa scoraggiare quasi mai. Ho sposato questo progetto perché credo nel potere della "penna che uccide più della spada", credo nell'informazione e nella cultura, e credo nella passione comune che io e gli altri redattori, miei amici fidati, condividiamo, la passione del giornalismo, sia esso "comodo" o "scomodo".

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