Coachella, l’arte di essere Indie

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Oggi gli Stati Uniti si preparano a vivere il weekend più glamour dell’anno, il Coachella Music and Arts Festival è infatti alle porte, e gente da tutto il mondo accorre in California, più precisamente negli Empire Polo Fields di Indio, per vivere un’esperienza unica.

Il Coachella nasce come festival musicale, ma abbraccia anche diversi ambiti artistici: sono presenti infatti installazioni scultoree o mostre di quadri a cielo aperto. Nella “Woodstock” de noantri anche la moda la fa da padrona: numerosi influecer, fashion blogger, modelle danno vita a vere e proprie “sfilate senza passerella”, non disdegnando look aggressivi e, a volte, pacchiani. Anche la nostra Ferragni sarà protagonista di questi tre giorni, potendo esibire i suoi outfit a decine di migliaia di persone.

Il festival nasce nel 1979, ma è solo due anni dopo che inizierà a prendere coscienza di sé, fino ad arrivare all’exploit di oggi, e in questi 38 anni hanno calcato il palco del Coachella cantanti di fama internazionale del calibro di Moby, gli Oasis, i Red Hot Chilli Peppers, Paul McCartney, gli Arctic Monkeys, i The Cure, e tanti altri.

Il successo dell’evento è sicuramente attribuibile a diversi fattori: innanzitutto ascoltare musica alternative nei campi sterminati tra il prato e il deserto, con le palme che sventolano e il sole che brucia l’asfalto, fa davvero molto hippie, e sappiamo quanto oggigiorno la cultura del vintage stia contribuendo a riconsiderare ogni parametro della moda moderna; un altro motivo è il grande richiamo che Coachella fa a personaggi dello spettacolo e del cinema, e si sa, dove c’è gente famosa c’è gente che vuole incontrare il proprio idolo; nessuno giudica nessuno per quanto riguarda l’abbigliamento, ma anzi tutti sono invitati a mostrare il loro stile, senza vergogna. Capelli rosa, bikini sottilissimi, camicie a maniche corte come ai tempi di O.C., ognuno si sente libero di poter mostrare la loro natura. Di poter essere indi(pendent)e.

E sì, perché alla fine si risolve tutto a questo, la voglia matta di essere se stessi in mezzo a migliaia di giovani, di farsi coinvolgere dalle canzoni indie per farle proprie e diventarne i protagonisti. Indie è anche accostamenti sbagliati, tagli improponibili, scarpe inguardabili, tutto il “non accettato socialmente” si erge sul palco di Coachella, pronto a farsi incoronare re assoluto del weekend.

Da Woodstock a Coachella i giovani continuano a invocare la loro libertà, nel ’69 lo si faceva per i diritti umani, oggi lo si fa per aggregarsi e conoscersi, per farsi ispirare dalla musica e dall’arte e ritornare ad avere quell’indipendenza che ci rende più forti.

 

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Emiliano Fraccica
Il mio nome è Emiliano Fraccica e frequento il C.d.L. in Scienze della Comunicazione a Bari. In realtà sono di Taranto, città piena di problemi sia dovuti all'inquinamento che alla mentalità. Mi definisco una persona curiosa, che cerca di vedere sempre il lato positivo e ridicolo di ogni situazione, e che per questo non si fa scoraggiare quasi mai. Ho sposato questo progetto perché credo nel potere della "penna che uccide più della spada", credo nell'informazione e nella cultura, e credo nella passione comune che io e gli altri redattori, miei amici fidati, condividiamo, la passione del giornalismo, sia esso "comodo" o "scomodo".

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