La Bella e la Bestia 26 anni dopo, ecco cosa cambia rispetto al classico Disney

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Finalmente ho visto il live-action de La Bella e la Bestia, non vedo l’ora di parlarvene! Per chi si fosse perso la prima puntata, potete dare un’occhiata qui La Bella e la Bestia prima di Watson&Stevens .

ALLARME SPOILER!!!

Il live-action, uscito nelle sale italiane il 16 marzo, è un perfetto remake a tutti gli effetti, riprende ogni singola scena della versione animata conservandone l’ironia ed introduce nuovi elementi. Il primo di questi è già visibile nelle prime scene, nelle quali viene mostrato il principe Kyle (ebbene sì, questo è il nome umano della Bestia) intento a prepararsi per un ballo al castello e poi il momento in cui rifiuta di soccorrere la vecchia mendicante, che si rivelerà essere la strega (non più fata) che lo maledirà insieme a tutti gli abitanti del castello. Dagli abiti, dalle tipiche parrucche bianche e dall’arredamento della sala si deduce che ci troviamo nella Francia del ‘700, come poi confermerà la panoramica sui giardini esterni al castello che ricordano quelli di Versailles. È facile notare che gli invitati alla festa sono di diverse etnie -cosa alquanto improbabile nella Francia settecentesca- e c’è anche una coppia multirazziale formata dalla cantante lirica -che sarà trasformata in Madame Guardaroba– e dal musicista, un nuovo personaggio, Maestro Cadenza. In questo senso troviamo una Disney al passo con i tempi che non teme le “diversità” di genere, orientamento sessuale ed etnia.

È possibile vedere qualche piccola differenza anche nella scena di presentazione di Belle e del suo paese: Belle (Emma Watson) nel remake si dimostra ancor più indipendente ed intraprendente, indossa stivali da cavallerizza e non le solite scarpette, inventa un sistema per fare il bucato paragonabile a una lavatrice ante litteram, insegna a leggere ad una bimba del paese (piccolo errore tecnico, il libro che la ragazzina prova a leggere è scritto in inglese: visto l’orgoglio del popolo francese, dubito fortemente che nel ‘700 si leggessero libri scritti in inglese, anche perché la lingua universale a quei tempi era proprio quella di Re Sole & co.) ed è più odiata dai suoi compaesani. Inoltre le tre ochette bionde snobbate da Gaston nel cartoon del ’91, questa volta per par condicio sono brune, ma comunque ignorate dal bel dongiovanni fin quando una di loro non indossa una parrucca (indovinate di che colore!) bionda.

Nel corso del film, insieme alle ormai collaudate canzoni, se ne aggiungono delle altre, tutte molto piacevoli. Un altro momento innovativo, è rappresentato dal viaggio a Parigi che Belle fa con la Bestia. Questa scena ci dice di più riguardo al passato della fanciulla, nata a Parigi e costretta a trasferirsi ancora in fasce a Villeneuve con suo padre e ad abbandonare sua madre a causa della peste. Nella sceneggiatura troviamo altri flashback della vita passata dei personaggi, infatti i professionisti della Disney questa volta hanno deciso di approfondire ulteriormente la caratterizzazione dei protagonisti, inquadrandoli in un passato verosimile. Così scopriamo che il principe Kyle (Dan Stevens), prima di essere un uomo egoista, arrogante e pieno di sé, è stato un bambino maltrattato da un padre anaffettivo che gli ha negato di trascorrere del tempo con la madre malata. Ciò suscita empatia e compassione e rende la Bestia più umana agli occhi dello spettatore.

Per quanto concerne gli altri personaggi, Maurice (Kevin Kline) non è più uno strambo inventore, bensì un artista, un artigiano risoluto e sensibile che costruisce carillon. Anche di lui si sa di più, è un uomo profondamente innamorato della defunta moglie ed afflitto dal peso di averla abbandonata infetta dalla peste per evitare il contagio di Belle, tant’è che quasi non riesce a parlare a Belle della madre.

http://darumaview.it/2017/la-bella-e-la-bestia-recensione-film

Gaston (interpretato da Luke Evans), invece, ora è un eroe di guerra con la guerra in testa! Più attaccabrighe e crudele del ’91 (eppure si dice che la vecchiaia ammorbidisca!), è costantemente armato, un populista che non esita a fomentare la folla -paesani ingoranti- contro il diverso -la Bestia-, si fa forte con gli altri ma in realtà è solo un codardo. In questo l’ho trovato un po’ salviniano (ops! Si può dire?).

http://www.mymovies.it/film/2017/beautyandthebeast/

Un capitolo a parte può essere scritto per Le Tont, interpretato magistralmente a parer mio da Josh Gad, e tutte le polemiche annesse. Le Tont in queste versione è dichiaratamente omosessuale, ma a dirla tutta non è che prima fosse la virilità in persona, diciamo che il 16 marzo del 2017 ha fatto coming out. E voi progressisti direste “poco male”, se non fosse però che un cinema dell’Alabama ha bandito il film dalla sala, in Russia è stato vietato ai minori di 16 anni e che in Malesia hanno rimandato l’uscita a data da destinarsi. Tanto chiasso per nulla, era pure ora che la Disney affrontasse questi temi. Tornado a Le Tont, dopo 26 anni dalla prima apparizione, si dimostra più saggio e nella scena della rappresaglia al castello ad un certo punto si ribella al tanto amato e venerato Gaston. Inoltre sempre nella stessa scena, quando Madame Guardaroba combattendo, veste da donna tre invasori, ad uno di loro palesemente effeminato che la guarda sorridendo, dice “devi essere ciò che sei”; lo stesso poi lo ritroviamo nella scena finale del ballo che balla proprio con Le Tont.

La strega (Hattie Morahan) è presente in tutto il film e veste i panni di una contadina di nome Agata, che salverà Maurice dai lupi una volta abbandonato da Gaston. Non possono mancare i mitici servitori del castello: Lumière (Ewan McGregor); Tockins (Iam McKellen); Mrs. Bric (Emma Thompson) e suo figlio Chicco (Nathan Mack) che, a differenza della versione originale, non libera Belle e Maurice quando vengono rinchiusi dai villani nella carrozza (seminterrato nel cartoon), poiché loro evadono da soli; Spolverina (Guru Mbatha-Raw); Madame Guardaroba (Audra McDonald). Le loro caratteristiche non cambiano, però alla fine del film quando verrà svanito l’incantesimo, scopriremo che alcuni di loro sono sposati con altri abitanti del villaggio, i quali solo allora ricorderanno la precedente vita al castello. La vera novità è l’introduzione, come ho già accennato, di un nuovo personaggio,  il clavicembalo Maestro Cadenza (Stanley Tucci), che è il compositore e musicista di corte (probabilmente ispirato, come quelli con buona memoria ricorderanno, al Maestro Forte del sequel del ’97 “La Bella e la Bestia – Un magico Natale”). In questo film, tutti gli oggetti animati hanno una scadenza, più passa il tempo e meno possibilità hanno di ritornare umani, ogni petalo che cade trasforma definitivamente un servitore nell’oggetto inanimato di appartenenza.

Le ambientazioni sono le stesse dell’originale, abbiamo il paese e il castello, molto più tetro, con il suo maestoso giardino che, da quando è stato lanciato l’incantesimo, è spoglio ed innevato, metafora del gelido cuore della Bestia.

http://www.laughingplace.com/w/articles/2016/05/23/trailer-breakdown-beauty-beast-official-us-teaser-trailer/
https://it.pinterest.com/syconnolly24/beauty-and-the-beast-2017-3/

Dal punto di vista tecnico, la regia è stata affidata a Bill Condon e la sceneggiatura a Evan Spiliotopoulos e Stephen Chbosky, mentre le canzoni e la colonna sonora hanno la firma di Alan Menkel, vincitore di 8 premi Oscar di cui 4 per La sirenetta, La bella e la bestia del ’91, Aladdin e Pocahontas , e ha collaborato con Disney anche per  Gli strilloni, Il gobbo di Notre Dame, Hercules, Mucche alla riscossa e Rapunzel – L’intreccio della torre. Il maestro Alan Menkel per l’occasione ha creato nuovi arrangiamenti delle precedenti canzoni e ne ha create delle nuove.

http://says.com/my/entertainment/all-the-photos-we-have-of-the-upcoming-beauty-and-the-beast-movie

La parte musicale è fondamentale per la godibilità del film. I meravigliosi momenti musicali, mi hanno fatta sentire come se stessi a teatro a vedere un musical, mi sembrava quasi di poter toccare gli attori (non l’ho visto in 3D), mi hanno entusiasmata più di ogni altra cosa. La regia è stata criticata per non aver apportato elementi innovativi, ma ciò, secondo me, lascia il tempo che trova, dal momento che è un remake e non mi aspettavo diversamente. Un plauso va fatto, come sempre, ai nostri doppiatori, le loro voci sono fantastiche. A questo punto, mi piacerebbe vederlo in lingua originale, dubito che mi farebbe lo stesso effetto, d’altronde la Watson e Stevens non sono dei cantanti. Piccola nota aggiuntiva: sono proprio sicura che le parole delle canzoni siano state cambiate, l’ho notato solo io? Penso che sia dovuto all’adattamento della parole al labiale degli attori.

Sebbene, secondo le interviste rilasciate dal cast, tutti gli attori si siano mostrati entusiasti di partecipare a questo progetto e un po’ tutti ricordavano i personaggi animati nell’aspetto fisico, la loro recitazione non mi ha fatta impazzire. Ho trovato Emma Watson piatta, non che sia pessima ma mi ha lasciata piuttosto indifferente. Luke Evans mi è piaciuto di più, ha dato più carattere al suo personaggio rispetto alla collega. Mentre Josh Gad è stato simpaticissimo, è l’unico che mi ha colpita veramente. Sicuramente nelle scene in cui canta, il doppiaggio è stato importantissimo e rilevante, ma nell’insieme con la sua mimica e gestualità ha saputo vestire perfettamente i panni di Le Tont. Poco posso aggiungere per quanto riguarda gli altri membri del cast, soprattutto la servitù, visto che anche nella versione in lingua originale gli attori hanno solo prestato la voce. Vale ciò che ho detto prima, dovrei vederlo in lingua originale prima di portermi esprimere. Apprezzabili sono gli sforzi di Dan Stevens di dare per quanto più possibile le espressioni umane alla Bestia, infatti in molte scene ha dovuto lavorare con i trampoli e la faccia dipinta di blu e fare una ad una le espressioni facciali, ma la Bestia rimane pur sempre una creatura digitale. Sulle animazioni computerizzate non ho nulla da dire, sono ben fatte e piacevoli da guardare.

Molto belli e ben curati i costumi. Leggevo che tutti i costumi sono eco-sostenibili, realizzati cioè con tessuti provenienti dal commercio equo e solidale. Jacqueline Durran ha ricreato il famoso vestito giallo per la scena del ballo, realizzato con 54 metri di organza gialla, decorato con una filigrana di foglie d’oro e tempestato di Swarovski. È la stessa Madame Guardarobe che nel film decora l’abito proprio con foglie d’oro e Swarovski.

Nel complesso il film mi è piaciuto, i suoi punti forti sono le scene musicali, i costumi e Josh Gad, dura circa 2h e 10′ che scorrono senza intoppi e abbastanza velocemente. Non escludo di poterlo rivedere magari tra qualche anno, ma se questa fosse una gara, il primo posto indiscusso resterebbe al 30° classico Disney. Purtroppo o per fortuna, i classici Disney restano indelebili nella memoria ed è davvero difficile eguagliarli!

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