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Ieri la famiglia più dissacrante ed irriverente della tv ha compiuto 30 anni. Era infatti il 19 aprile 1987 quando la Fox trasmise il primo episodio de “I Simpson”: si trattava di micro-episodi messi in onda prima o dopo la pubblicità di uno show comico, il Tracey Ullman Show. Questi micro-episodi, dalla durata di meno di 2 minuti, furono trasmessi per due anni solo in America e se ne contano in tutto 48; il primo si intitola Good Night.

Si può facilmente notare quanto grezzo fosse il disegno, infatti lo stesso creatore della serie, Matt Groening, era un disegnatore alle prime armi e consegnò questi schizzi abbozzati, certo che gli animatori della Fox li avrebbero “ripuliti”, ma ciò non avvenne e furono mandati in onda così.

Per quanto riguarda il primo episodio della serie così come noi la conosciamo, in America fu trasmesso solo il 17 dicembre 1989 con il nome “Simpsons Roasting on an Open Fire” (il titolo italiano è “Un Natale da cani”). In Italia arrivarono l’1 ottobre 1991 in seconda serata su Canale 5, quelli della Fininvest decisero di mandare in onda come prima puntata “Bart, il genio” e non “Un Natale da cani”, la quale andò in onda come episodio natalizio il 24 dicembre dello stesso anno.

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Ma chi sono questi Simpson?

I Simpson sono la satira più sincera di una famiglia media americana o, più in generale, di una famiglia occidentale. I Simpson contano 5 membri principali:

  • papà Homer, un operaio per nulla zelante di una centrale nucleare , è obeso, alcolizzato e tontolone, non fa il minimo sforzo per diventare un marito e un padre migliore, anzi spesso e volentieri picchia Bart;
  • mamma Marge, una casalinga bacchettona, iperprotettiva e insoddisfatta della vita che conduce, vita che le è “capitata” quando da ragazza è rimasta incinta di Bart;
  • il primogenito Bart, un bambino di 10 anni ribelle, vivace, poco appassionato agli studi ma molto perspicace e a tratti geniale;
  • la secondogenita Lisa, ha 8 anni, è brillante, saccente e spicca per le sue capacità scolastiche;
  • la piccola Maggie, anche se sono passati ormai 30 anni, è ancora una neonata, non parla, non cammina e si limita solo a succhiare il ciuccio.

La scelta dei nomi non è casuale, infatti Matt Groening, quando ha creato i personaggi, si è ispirato alla sua famiglia, fatta eccezione per Bart. “The story”, il cortometraggio che segue è diretto da suo padre Homer Groening e possiamo vedere Matt e le sue sorelle da bambini.

Intorno alla famiglia Simpson si agita una variopinta armata di personaggi: l’amico del cuore di Bart, il nerd Milhouse; Krusty il Clown, che non sempre fa ridere; il suo ex socio, il vendicativo Telespalla Bob nonché acerrimo nemico di Bart; il preside della scuola e reduce del Vietnam Seymour Skinner che è sempre accompagnato dalla sua invadente madre; il vecchio e perfido proprietario della centrale nucleare, Charles Montgomery Burns; le fumatrici incallite Patty e Selma, che sono le sorelle scorbutiche e zitelle di Marge; Barney Gumble, l’ubriacone della città, amico di Homer e campione di rutti immani; il commissario di polizia Clancy Winchester, in sovrappeso e goffo, totalmente incapace di arrestare qualcuno; il barista Boe che è forse l’uomo più brutto e sfigato della serie; e molti altri.

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Ad ogni modo, la famiglia gialla vive a Springfield, una città piena di corruzione dove i mezzi di comunicazione sono al servizio dei politici e dove la mafia agisce indisturbata. Il paesaggio di Springfield ha pianure, lago, colline, oceano, fiume, deserti e montagne e la sua collocazione geografica è vaga, sappiamo che solo in America ci sono 38 località con questo nome. Ciò significa che metaforicamente Springfield e i suoi strambi abitanti possono essere in ogni cittadina americana.

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Per quanto riguarda il concept, la serie animata è stata concepita come una sit-com con puntate da 20 minuti circa e da 30 anni è sempre sulla cresta dell’onda tant’è che è entrata di diritto nella cultura pop (pensate che la tipica esclamazione di Homer, D’oh!, è stata introdotta nell’Oxford English Dictionary). Numerosissimi sono i riferimenti a fatti di cronaca, pellicole cinematografiche, serial e personaggi realmente esistiti o ancora in vita. Il genio di Groening sta nel trattare le situazioni più assurde e grottesche con una drammatica comicità, mai scontata, che sono lo specchio di una paradossale realtà (vedi l’elezione di Trump). Le sagaci battute di Bart, miste ad ingenuità, ci mettono a nudo e rendono I Simpson parte integrante della nostra vita; a costo di fare un azzardo, tutti almeno una volta nella vita hanno visto mezzo minuto di questa indiscussa fantasmagorica sit-com, compreso mio nonno che resta sempre fedele a Braccio di Ferro!

Eppure, agli inizi, le critiche e le censure non mancarono, al punto che fu bandito in Russia e in Cina. La preoccupazione principale era la cattiva influenza che la serie potesse avere sui più piccoli, perché in effetti presenta modelli tutt’altro che perfetti. Ovviamente, in Russia e in Cina lo bandirono per altri motivi facilmente intuibili!

Curiosità

  • Nel corso degli anni, I Simpson si sono rivelati profetici in ben sei occasioni:
  1. Nel 1994 è comparso il correttore automatico, t9, che sarebbe stato inaugurato sui devices tecnologici molti anni dopo.
  2. Nel 1996 è stato mostrato un aggeggio del tutto identico a quello che sarebbe diventato a breve l’iPod.
  3. Nel 1997, Marge legge a Bart un libro intitolato Giorgio e il virus Ebola, di cui si sarebbe presa coscienza sedici anni più tardi.
  4. Nel 1998 Homer, nei panni di un improbabile ricercatore, ha stupito gli astanti planetari scrivendo sulla lavagna un’equazione che avrebbe predetto nientemeno che la formula del bosone di Higgs, la ‘particella di Dio’.
  5. Nel 2000 i Simpson avevano preconizzato l’ascesa al trono di presidente degli Stati Uniti di Donald Trump. In quell’episodio si divinava l’elezione nel 2030 alla Casa Bianca di Lisa Simpson, dopo una sconsiderata presidenza Trump che aveva prosciugato le casse.
  6. Nel 2005 Marge ha sfornato una torta grazie a una stampante 3D, fatto che sarebbe stato possibile solo nel 2013.
  • Più di seicento celebrità hanno partecipato in qualche episodio dei Simpson. Senza considerare i doppiaggi “illustri”. La sit-com animata detiene il Guinness World Record per “Più celebrità partecipanti a una serie animata”.
  • Perché sono gialli? Ce lo spiega lo sceneggiatore della seria Matt Selman, che ha affermato in un’intervista: “L’idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato “Oh, perché sono gialli?” ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo” .
  • Un cinquantenne australiano si è fatto oltre duecento tatuaggi a tema Simpson. Sulla sua schiena, praticamente tutti i cittadini conosciuti di Springfield.
  • Una coppia del Galles si è sposata vestita da Homer e Marge. Il Comune ha riconosciuto la validità della cerimonia.
  • Grattachecca e Fichetto: ‘serie dentro la serie’, questo cartoon ironicamente iperviolento demistifica i luoghi comuni sul comune senso del mostrabile in un programma “per tutti” come i Simpson.

Con sincera commozione, vorrei ricordare il mitico Tonino Accolla, storico doppiatore di Homer Simpson e di tanti altri grandi attori, tra tutti Eddie Murphy, Tom Hanks, Mickey Rourke e Jim Carrey. Il lavoro che fanno i doppiatori è incredibile, tante opere cinematografiche senza di essi non sarebbero le stesse, per cui grazie!

 

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